«Leggi non rispettate nell’approvazione del bilancio 2020»
Unione Val d’Enza, il consigliere Alberto Iotti critica i tempi della consegna dei documenti
IL DIBATTITO
«Il bilancio di previsione 2020 dell’Unione Val d’Enza: un collasso amministrativo e politico». È ciò che sostiene Alberto Iotti, consigliere d’opposizione dell’Unione Val d’Enza, capogruppo di “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario”, che critica la manovra dell’Unione.
«Il Consiglio dell’Unione si è riunito in videoconferenza giovedì scorso – scrive Alberto Iotti in una nota – e solo il giorno stesso è stato recapitata ai consiglieri la relazione del revisore dei conti. Il revisore è un professionista esterno che ha il compito di certificare la correttezza dei documenti presentati dagli amministratori e la legge affida al regolamento di contabilità dell’Ente la individuazione di un congruo termine per la predisposizione dello schema di bilancio, degli allegati e della relazione dell’organo di revisione, e per la sua presentazione al consiglio che deve approvare il documento finanziario».
«Inoltre – continua il consigliere d’opposizione – la norma stabilisce che lo stesso regolamento di contabilità dell’ente deve prevedere al suo interno i termini entro i quali possono essere presentati da parte dei membri dell’organo consiliare e della giunta emendamenti agli schemi di bilancio».
Secondo Iotti, il revisore ha avuto i documenti di bilancio dalla giunta tre giorni prima dell’approvazione in consiglio è ha consegnato la propria relazione al consiglio il giorno stesso dell’approvazione «in due versioni – sottolinea Iotti – successive e diverse».
«La legge e il regolamento prevedono che la relazione del revisore sia consegnata ai consiglieri almeno dieci giorni prima, per consentirne un’adeguata valutazione – prosegue il consigliere –. Durante la seduta ho contestato una palese violazione delle regole, nell’imbarazzo dei sindaci componenti la giunta e dei consiglieri di maggioranza – aggiunge Iotti –. Per evitare il rinvio della votazione, i sindaci hanno chiamato in causa il segretario dell’Unione, il segretario ha dichiarato che il termine dei dieci giorni non è perentorio e che quindi si poteva procedere alla votazione. I sindaci e il segretario si sono assunti la responsabilità di non rispettare la legge, una responsabilità grave sotto il profilo legale e politico, e nei confronti delle minoranze».
Per Alberto Iotti, «si tratta di un atto di pura arroganza da parte di chi gestisce il potere, e dell’ennesima dimostrazione della situazione di collasso amministrativo e politico in cui si trova l’Unione Val d’Enza. Nessuna altra Unione della provincia si comporta in questo modo – conclude il consigliere d’opposizione – e la Val d’Enza è vittima degli scandali che l’hanno segnata. La Regione, ha il dovere politico e amministrativo di prendere atto di una situazione insostenibile e di intervenire ripartendo da zero. Pertanto, non ho partecipato al voto e tutte le minoranze presenti hanno votato contro». —
Daniela Aliu
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