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Tavoli apparecchiati nelle distese vuote «Noi, una risorsa che si deve tutelare»

Luciano Salsi
Tavoli apparecchiati nelle distese vuote «Noi, una risorsa che si deve tutelare»

Stasera il flash mob di protesta dei Ristoratori responsabili  Ieri in piazza Prampolini la protesta di Partite Iva e palestre

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REGGIO EMILIA

Si definiscono “ristoratori responsabili” e il senso di responsabilità l’avevano già dimostrato manifestando civilmente la loro protesta. Questa sera i ristoratori responsabili si metteranno ancora in mostra con un originale flash-mob in piazza Fontanesi e poi saranno ricevuti dal sindaco, Luca Vecchi, che li ha invitati riconoscendoli come interlocutori affidabili.

Sono i 150 membri dell’associazione creata a marzo per unire le forze dando peso alle richieste che i ristoratori reggiani formulano per evitare che la drastica riduzione della loro attività imposta dall’ultimo decreto determini un’ecatombe della ristorazione. «Non siamo il problema, – dicono sintetizzando l’appello del celebre chef Massimo Bottura, titolare dell’Osteria Francescana di Modena – siamo una risorsa da tutelare! Siamo gli ambasciatori dell’agricoltura e il motore del turismo gastronomico. Vogliamo portare la nostra voce in piazza per condividere con i cittadini e le istituzioni le nostre difficoltà, sicuri che comprenderanno e appoggeranno le nostre paure e le nostre speranze per il futuro».

Il provvedimento impone loro di chiudere i battenti alle 18, esclusi i pochi che cucinano ancora per l’asporto. Dalle 19 alle 20.30 si ritroveranno in piazza Fontanesi, dove i colleghi allestiranno le distese come prima delle nuove restrizioni. Sono attese più di cento persone fra imprenditori e dipendenti, che, con le mascherine e il dovuto distanziamento, si siederanno ai tavoli apparecchiati con i fogli delle “ricette”, nel duplice senso metaforico e culinario. I tanti cittadini più o meno giovani che erano soliti affollarsi in quell’ora nella piazza sono invitati a partecipare per prenderne visione e sostenere la mobilitazione.

I ristoratori proporranno loro le istruzioni per cucinare qualche piatto sopraffino da gustare in famiglia, ma soprattutto esporranno le proposte finalizzate a ridurre i danni della chiusura, per ora parziale e forse presto totale.

Chiedono «strumenti straordinari di sostegno ai lavoratori dipendenti del settore» (ad esempio un bonus affitto) in aggiunta alla cassa integrazione, la riattivazione dei voucher, la responsabilizzazione dei cittadini contro le cene di gruppo in case private, incentivi all’acquisto di prodotti agroalimentari dell’Emilia Romagna tipici e tradizionali, l’abbassamento al 4% dell’aliquota Iva e la decontribuzione per il 2021. Non sarà solo una rivendicazione. «Sarà – spiegano i ristoratori – un’occasione per dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che gli imprenditori reggiani sono pronti, ancora una volta, a sacrificarsi per il bene comune, sperando che questi sforzi possano permettere alla città di vivere in serenità e in prosperità le festività che ormai sono alle porte».

Fra i promotori dell’associazione si segnala Federico Riccò, titolare di un esercizio in piazza XXIV Maggio e di altri locali, il quale sottolinea: «Vogliamo aiutare a pensare e riflettere anziché urlare. Il Governo ci ha dato un aiuto abbastanza consistente anche con l’attuale decreto ristoro, ma rimangono fuori le agevolazioni che abbiamo enunciato. Inoltre sono penalizzati i ristoratori che, avendo iniziato l’attività di recente, non hanno dichiarato gli introiti da recuperare».

In questa seconda ondata della pandemia, poi, la situazione sembra peggiorata rispetto alla prima: «La domanda – rileva Riccò – è calata. La gente esce poco di casa, forse per paura del contagio. Quelli che lavorano per l’asporto hanno poca clientela. Lo fanno per disperazione».

I ristoratori ne parleranno con Luca Vecchi alla fine del flash-mob. «Il sindaco – riferisce Riccò – ci ha chiamati per dire che ha molto apprezzato il modo in cui sabato avevamo manifestato le nostre ragioni e che avrebbe anche partecipato volentieri insieme a noi. Quindi ha invitato in municipio una nostra rappresentanza».

Intanto ieri sera, in piazza Prampolini, si sono ritrovati, per una protesta altrettanto pacifica e composta, lavoratori delle palestre e decine di Partite Iva, a loro volta penalizzati dal nuovo decreto. —

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