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Assalto al bancomat L’esplosione devasta la filiale della Bpm

Assalto al bancomat L’esplosione devasta la filiale della Bpm

Il forte boato alle 2 di notte sveglia i residenti di via Edison  La banda riesce a fuggire con un bottino di migliaia di euro

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REGGIO EMILIA.

Un colpo da professionisti, che prima hanno oscurato la telecamera dell’istituto e poi hanno fatto saltare e svuotato lo sportello bancomat. Un assalto in piena regola, quello messo a segno nella notte tra venerdì e sabato alla filiale Bpm (ex Banco San Geminiano e San Prospero) di via Thomas Edison, nel quartiere di San Maurizio. Da quantificare il bottino, che pare alquanto ingente e che si aggirerebbe su alcune migliaia di euro; del resto la tempistica non è casuale, visto che al venerdì i bancomat vengono riempiti di denaro liquido in previsione dei prelievi dei privati nel fine settimana.

L’istituto bancario si trova sulla sinistra della via Emilia in direzione Modena, all’angolo con la strada che porta a Villa Curta; la struttura è affacciata direttamente sulla via Emilia, un’arteria alquanto trafficata d’abitudine ma non in questo periodo di coprifuoco serale, mentre lo sportello Atm è situato in una terrazza sopraelevata, al termine di pochi gradini, ben in vista. Per questo motivo l’azione dei malfattori dev’essere stata molto rapida e programmata nei minimi dettagli.

All’1.55 i residenti di una palazzina di fianco sono stati svegliati dal forte boato dell’esplosione e hanno lanciato l’allarme al 113. I primi ad arrivare sono state le guardie giurate di Coopservice, che si sono trovate di fronte ad un disastro: nell’esplosione, il bancomat è stato completamente scardinato e disfatto (pezzi di metallo sono volati a metri di distanza). E il boato ha distrutto anche il vetro antisfondamento della porta d’ingresso (è rimasta solo la struttura in ferro), mentre sull’asfalto sono rimaste alcune banconote perse durante la fuga dai malviventi. Denaro rimasto a terra che ieri mattina, giornata in ogni caso di chiusura della filiale, le guardie giurate hanno dovuto presidiare con continuità, mentre alcuni operai provvedevano al ripristino dei danni per consentire l’apertura regolare dell’istituto nella giornata di domani.

Tornando all’assalto notturno, nell’immediatezza sul posto sono accorse le pattuglie della Squadra Volante della questura, che hanno eseguito un sopralluogo, seguite a ruota dalla Scientifica. Proprio gli esperti della Scientifica hanno raccolto i primi elementi, che saranno approfonditi dall’indagine affidata alla Mobile.

Secondo una prima ricostruzione la banda – dalla dinamica si presume almeno tre persone, più il palo che attendeva al volante di un’auto con il motore acceso – prima ha oscurato la telecamera dell’istituto puntata sulla facciata, poi secondo una tecnica collaudata ha inserito tramite un tubicino del gas accelerante dentro allo sportello Atm, causando lo scoppio; all’arrivo dei poliziotti era ancora avvertibile l’odore di zolfo tipico dell’acetilene.

Lo scoppio ha divelto la vaschetta di metallo del bancomat, subito svuotata dai malfattori, danneggiando pure (ma senza aprirla, del resto è protetta dal sistema di sicurezza che macchia in modo indelebile le banconote) la cassa continua, ovvero la botola situata di fianco al bancomat usata per i versamenti di denaro degli esercenti. Al momento pare che non ci siano testimoni oculari dell’accaduto.

Gli inquirenti hanno raccolto al testimonianza dei residenti, ma il primo passo sarà analizzare le telecamere dei varchi stradali, per individuare qualsiasi macchina sospetta si sia aggirata in zona nell’orario del colpo. —

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