Entra nel tribunale con uno sfollagente
REGGIO EMILIA
Non solo coltelli. E non solo katane. Adesso anche un bastone sfollagente. E addirittura una cosiddetta penna tattica di difesa. È quanto trovato dai carabinieri nello zaino di un 22enne di Castellarano, fermato all’ingresso del tribunale di Reggio Emilia dagli addetti alla sicurezza dopo l’allarme innescato dai metal detector. Il giovane si stava recando al Palazzo di Giustizia per adempiere a questioni private. Ma, all’ingresso, è stato immediatamente fermato e condotto in caserma.
Nello zaino che aveva in spalla, sono stati trovati uno sfollagente telescopico e una penna tattica militare per autodifesa in alluminio, con un’estremità rompivetro. E per lui è scattata subito l’accusa di porto abusivo d’arma od oggetti atti ad offendere. I due oggetti sono stati sequestrati.
L’episodio – l’ennesimo di una lunga serie – è avvenuto venerdì mattina, proprio mentre in tribunale si stava svolgendo la delicata udienza preliminare del processo Angeli e Demoni: un processo che ha reso ancora necessario mettere in atto ulteriori standard di sicurezza.
Non è la prima volta che nel Palazzo di Giustizia ci sono cittadini che tentano di entrare con bastoni, coltelli o altre armi detenute abusivamente. Soltanto giovedì, ad esempio, un reggiano di 40 anni è stato fermato dagli addetti al controllo con un coltello a serramanico lungo 19 centimetri, di cui 9 di lama, nascosto nello zaino. Qualche settimana fa, invece, a finire nei guai è stato un 62enne di Reggio Emilia che stava tentando di superare i varchi posti nell’area dei controlli con due coltelli: un coltello svizzero multiuso della lunghezza di 6 centimetri e un altro a serramanico di 18 centimetri di cui 8 di lama. —
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