La “Loggia Ferraroni” è pronta insieme alla “Sala degli artisti”
REGGIO EMILIA
«Un luogo di democrazia utile alla crescita culturale di tutta la città». È con queste parole che il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha descritto la nuova e restaurata Biblioteca Panizzi. Dopo due anni e mezzo di lavori, un investimento complessivo di 470mila euro e la presentazione avvenuta questa estate dell’ala settentrionale e occidentale del palazzo, ieri, accompagnata da alcuni interventi musicali degli allievi dell’Istituto Peri-Merulo, è stata la volta delle ultime due importanti sale: la “Loggia Ferraroni”, nuova sede dell’emeroteca posta al piano terra e la “Sala degli artisti” che accoglierà la sezione di materiale librario dedicata all’arte, ma soprattutto diverrà punto di incontro e sede di eventi, grazie alle 80 sedute disponibili, collocata al primo piano; oggetto di riqualificazione sono stati inoltre gli arredi, le scaffalature, le luci, il cortile interno, i bagni e il ricollocamento ad hoc dei volumi. «La nostra biblioteca ora è molto di una biblioteca – dice Annalisa Rabitti, assessora a Cultura e Pari Opportunità –. Ora è accessibile e accogliente: l’ingresso è dotato di una nuova porta automatica, gli spazi e i percorsi sono più ampi riprendendo la circolarità che aveva in passato questo palazzo; c’è una zona studiata e creata per i bambini, dai cuscini colorati per stimolare la lettura ai bagni provvisti di sanitari alla loro altezza. La cura di questi dettagli è stata parte fondamentale del progetto che ha l’obiettivo di attirare i cittadini per far vivere la cultura». Attraversando i corridoi ed entrando in queste sale si può evincere come il ripensamento dello spazio e dell’illuminazione abbiano reso questi ambienti più ampi, ordinati e per certi versi conviviali. «L’introduzione di nuove sedute con sgabelli, divani, tavoli circolari e semi-circolari è sinonimo di condivisione – ha spiegato Giordano Gasparini, direttore della biblioteca –. Nonostante l’emergenza sanitaria non ci siamo mai fermati. Abbiamo ripensato un modo affinché la cultura continuasse a diffondersi. Due esempi: la possibilità di fruire di un servizio online per il prestito dei libri che coinvolge le 44 le biblioteche del nostro territorio e quella di poter prenotare un posto a sedere per studiare qui in Panizzi». Ancora una volta la città risponde alla crisi lanciando un messaggio di unità attraverso la cultura. —
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