Gazzetta di Reggio

Reggio

Acqua E RIFIUTI 

Bando di gara per il servizio idrico Iren ritira il ricorso davanti al Tar

Luciano Salsi
Bando di gara per il servizio idrico Iren ritira il ricorso davanti al Tar

L’azienda multiservizi, insieme alla controllata Ireti, nel febbraio scorso aveva chiesto l’annullamento

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

S’è placata la controversia fra Iren e Atersir relativa al bando di gara per la scelta del socio privato di minoranza della società Arca pubblico-privata a cui sarà affidata la gestione del servizio idrico integrato nella nostra provincia. Nello scorso mese di febbraio l’azienda multiservizi, insieme alla controllata Ireti, aveva chiesto l'annullamento del bando presentando un ricorso al Tar di Parma contro l'Agenzia territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi idrici e i rifiuti. Prima dell’udienza, fissata al 14 ottobre, Iren ha ritirato il ricorso, dichiarando di non avere più interesse a promuoverlo. Quindi il Tribunale amministrativo ha chiuso il procedimento e ha condannato Iren a pagare ad Atersir mille euro di spese processuali. Dal dopoguerra, del rifornimento idrico ai cittadini si occupava Agac, l’azienda gas-acqua consorziale di proprietà dei comuni reggiani, che possiede ancora oggi la rete acquedottistica. Nel 2005 il servizio è passato nelle mani dell'azienda interprovinciale Enia, a cui è subentrata cinque anni dopo la spa Iren, nata dalla fusione di Enia con la società Iride facente capo a Torino e Genova. Il 20 dicembre 2011 è scaduta la convenzione con Iren e Ireti, che da allora gestiscono il servizio idrico in regime di proroga. Nel giugno di quell'anno gli italiani avevano detto sì al referendum per l'acqua pubblica. Quindi dopo una lunga trattativa con il comitato referendario si è deciso di affidare il servizio ad una società mista, denominata Arca e controllata per il 60% dai comuni reggiani attraverso Agac infrastrutture. Il restante 40% andrà ad un socio privato, da scegliere con una gara, che dovrà occuparsi nei prossimi vent'anni della parte operativa, amministrativa e tecnica. Sembrava che l'appalto, del valore di un miliardo e 560 milioni, dovesse per forza di cose essere attribuito ad Iren, le cui azioni sono possedute in maggioranza dagli enti locali. Perciò destò sorpresa, nello scorso febbraio, la richiesta dell'azienda multiservizi di annullare il bando contrapponendosi ad Atersir, cioè all'agenzia rappresentativa anch'essa di interessi pubblici. Non a caso il sindaco Luca Vecchi dichiarò la neutralità del Comune rispetto al ricorso presentato al Tar. Nel merito della questione appariva improbabile che Iren temesse di essere scavalcata dalla concorrenza. Si intuiva invece che l'azienda multiservizi giudicasse poco convenienti i termini della concessione, di cui peraltro non erano ancora stati chiariti alcuni aspetti fondamentali. In effetti essa chiedeva l'annullamento dei documenti di gara approvati dal Consiglio d'Ambito rappresentativo dei comuni reggiani. Tali documenti prevedevano che i ricavi derivanti dal servizio (circa 78 milioni all'anno) sarebbero stati incassati da Arca e non dal socio operativo. Questi avrebbe ricevuto da Arca un corrispettivo calcolato sottraendo, oltre ai costi di Arca, anche le quote spettanti ad Agac Infrastrutture e ai Comuni. Mancava, però, una quantificazione di questi rapporti e il danno economico temuto dall'azienda multiservizi era più un'ipotesi che una realtà. Tant'è vero che poi, alla luce di ulteriori considerazioni e scambi di idee, Iren ha ritirato il ricorso. Il tribunale amministrativo, dopo averlo dichiarato «improcedibile per carenza i interesse», ne ha tenuto conto nel condannare Iren al pagamento delle «spese della lite» contro la richiesta dell'azienda. «Gli atti impugnati col ricorso – sentenzia il Tar – presentavano una potenziale lesività (per gli interessi di Iren, ndr) in astratto ma non in concreto».

Dunque a suo avviso il ricorso «appare improntato ad una logica meramente ipotetica e prospettica, data la riconosciuta incompletezza delle disposizioni impugnate, la cui esatta portata dovrà essere necessariamente definita e completata in altra e successiva fase della procedura». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google