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Anche Unimore nel progetto che studia il Covid dallo spazio

L.V.

L’indagine è promossa  dall’agenzia spaziale Esa ed è in collaborazione con l’Ausl Obiettivo: prevedere e contenere l’evoluzione dell’infezione

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REGGIO EMILIA

Il territorio della nostra provincia sarà al centro di uno studio sui fattori di rischio demografico e ambientale, e delle tendenze evolutive nel periodo medio-lungo, del Covid-19. L’indagine, promossa dall’Agenzia Spaziale Europea Esa, sarà condotta dagli studiosi dell’Università di Modena e Reggio in collaborazione con l’Ausl reggiana e prevede anche il ricorso all’uso di tecnologie satellitari.

Un progetto decisamente inedito (denominato “Epico 19”), scelto fra 130 idee presentate da enti e istituzioni europee, che prevede l’impiego delle risorse più avanzate (comunicazioni satellitari, osservazioni della Terra, tecniche di navigazione e tecnologie di volo spaziale umano) per rispondere alle attuali straordinarie circostanze.

L’Università di Modena e Reggio è coinvolta con il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze insieme a due start-up, la milanese TerrAria e la ravennate StudioMapp in collaborazione con l’Azienda sanitaria locale di Reggio. Altri apporti arriveranno dall’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dal Policlinico universitario Gemelli e Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dall’ospedale Luigi Sacco di Milano.

«Con questi enti – spiega con soddisfazione il nostro concittadino professor Marco Vinceti del dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze che sarà affiancato dall’altro reggiano dottore Tommaso Filippini – Unimore sarà responsabile della componente sanitaria e ciò rafforza i legami scientifici esistenti con l’Ausl di Reggio Emilia grazie alla sensibilità dei direttori generali Fausto Nicolini e poi Cristina Marchesi».

In concreto il progetto “Epico19” studierà come prevedere e contenere l’evoluzione attuale e futura della infezione da Sars-CoV-2 e l’associata patologia Covid-19. L’impiego delle immagini satellitari servirà per valutare i flussi di traffico, le modalità di distanziamento individuale (utilizzando il sistema europeo Galileo), le emissioni di contaminanti da traffico veicolare. Utili gli studi di fisiologia (Jonathan Mapelli e Giuseppe Pagnoni), della clinica malattie infettive di Modena (Cristina Mussini e Giovanni Guaraldi), del dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari (Grazia Ghermandi e Sergio Teggi), di Scienze e Metodi di Ingegneria (Rita Gamberini e Marco Mamei), delle istituzioni della Scuola di Sanità pubblica di Boston (Kenneth Rothman) e di salute globale di Stoccolma (Nicola Orsini).

L’Ausl reggiana partecipa con il direttore dell’unità di epidemiologia Paolo Giorgi Rossi e Federica Gradellini del dipartimento farmaceutico. —

L.V.

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