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il processo/3 

Calci e pugni ai militari Un 34enne patteggia un anno di reclusione

t.s.

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reggio emilia

Si è chiusa con il patteggiamento – un anno di reclusione (pena sospesa) – la vicenda del 34enne di Reggio Emilia che il 7 marzo scorso era stato arrestato (in un bar di Massenzatico) per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

In aula l’imputato è stato assistito dai legali Nicola Tria e Luigi Scarcella, mentre le indagini dei carabinieri sono state coordinate dal sostituto procuratore Marco Marano.

In marzo, nell’udienza di convalida dell’arresto, il 34enne aveva risposto alle domande del giudice Chiara Alberti che poi aveva convalidato l’arresto. Solo in parte era stata accolta dal magistrato giudicante la richiesta della Procura relativamente alla misura restrittiva. Era stato chiesto l’obbligo di dimora (con prescrizioni notturne stringenti) e l’obbligo di firma. Per il giudice Alberti più adeguato era il solo obbligo di firma, poi rispettato dall’imputato.

I carabinieri erano intervenuti – quel sabato di quasi otto mesi fa – in un bar di Massenzatico, chiamati dal titolare per il comportamento di due clienti. Pretendevano ancora da bere, anche quando il barista si era rifiutato vedendo che erano alticci e ormai fuori controllo. Così, non si erano dati per vinti e autonomamente avevano preso dal frigorifero alcune bottiglie. A quel punto, il barista chiamava i carabinieri e la situazione degenerava.

Il primo a essere identificato era stato il 37enne, aggressivo nei confronti dei militari: cercava di colpirli (sarà poi denunciato).

Poco lontano i militari riuscivano a fermare l’amico che alla richiesta di documenti prendeva a calci e pugni i carabinieri che, a fatica, erano poi riusciti a bloccarlo e a mettergli le manette. Fatto sedere nell’auto di servizio per essere condotto in caserma, dai sedili posteriori aveva preso a testate il capo equipaggio mordendogli la spalla destra e minacciandolo di morte. In caserma poi si era lasciato andare a gesti di autolesionismo. —

t.s.

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