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Due figli allontanati, è scontro con il tribunale

Tiziano Soresina
Due figli allontanati, è scontro con il tribunale

Il padre accusato di molestie. Da qui l’affido, poi l’archiviazione del caso. Il legale: «Perché i bimbi non tornano a casa?»

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Da oltre due anni è in atto un braccio di ferro legale fra una famiglia che vive a Rubiera, i servizi sociali e il tribunale per i minorenni di Bologna.

Al centro della disputa due dei tre figli della coppia – una bimba di 9 anni e il fratello di due anni più piccolo – che sono stati allontanati dal nucleo familiare e sono seguiti da una famiglia affidataria.

«Tutto ha inizio quando alla figlia maggiore vengono riscontrate delle irritazioni alle parti intime – spiega l’avvocato Francesco Miraglia che tutela la famiglia rubierese – pertanto parte una segnalazione e viene aperto in Procura un fascicolo contro il padre per presunti abusi sessuali. Viene svolto l’incidente probatorio, ma nel frattempo alla bambina è diagnosticato un problema esclusivamente di natura medica che si risolve rapidamente con una cura a base di antibiotico». Una svolta non indifferente nell’inchiesta che porterà all’archiviazione del caso da parte degli inquirenti.

«La bambina, al nascere della vicenda, era stata allontanata insieme, e qui non si capisce il perchè, al fratello, sul quale mai si erano riscontrati problemi, segni, abusi di sorta. Ammesso che sia stato fatto in maniera precauzionale – prosegue l’avvocato Miraglia – adesso che è stato chiaramente e inconfutabilmente dimostrato come il padre sia innocente, perché i due bambini non tornano a casa?».

Per il tribunale minorile i genitori naturali – sulla base di un’osservazione psicosociale – sono invece inadeguati, avendo applicato metodi non consoni con i loro figli, dando vita ad esperienze traumatiche. E nel frattempo la coppia ha avuto un terzo figlio, una piccola che ora ha otto mesi di vita.

«Questi genitori vengono giudicati come pessimi nei confronti dei primi due figli – polemizza sempre il legale della famiglia rubierese – mentre la più piccola continua a d abitare con loro e nessuno ha mai messo in discussione la loro capacità genitoriale con lei. Come mai? E soprattutto mi chiedo perché i tribunali, una volta aperti i fascicoli, non si prendano la briga di chiuderli. Restano aperti all’infinito, lasciando in un limbo le famiglie, ma soprattutto i bambini lontani da casa e dai loro genitori, con gli inevitabili traumi psicologici ai quali, pare, nessuno dia peso». Una presa di posizione ora formalizzata al tribunale minorile di Bologna, chiedendo il ricollocamento dei due minori nella famiglia d’origine. Vedremo come finirà. —



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