«La rapina per potermi drogare ma non ho punto la barista»
Il giovane confessa e si scusa in aula: il gip Ramponi lo tiene in carcere alla Pulce La difesa: «Situazione di disperazione, ora dovrà vincere la tossicodipendenza»
REGGIO EMILIA.
Rimane in carcere il 29enne Gianmaria Gallo, arrestato venerdì pochi minuti dopo aver assaltato il bar Art and Caffè di via Della Veza (vicino a piazza Vallisneri) e ferito con una siringa la proprietaria del locale.
In aula – davanti al gip Luca Ramponi – il giovane è stato difeso dal legale Federico Bertani. Nell’udienza di convalida dell’arresto Gallo ha ammesso di aver commesso la rapina, ma non di aver punto la barista. Poi le scuse in aula per quanto combinato. Secondo la ricostruzione fatta dall’arrestato, lui voleva ottenere a tutti costi venti euro per poi comprare la droga, da qui la reazione della barista con un bastone. Ma nella siringa (il rapinatore l’aveva in tasca quando i poliziotti l’hanno bloccato) è stato trovato del sangue che il 29enne attribuisce all’iniezione che si era fatto per drogarsi. Sempre in udienza ha detto che è seguito dal Sert e sabato avrebbe dovuto proseguire le terapie. Il pm Giacomo Forte – titolare del fascicolo – ha chiesto la misura cautelare in carcere per Gallo, a cui si è opposto l’avvocato Bertani, ritenendo più adeguati gli arresti domiciliari, vista la conclamata condizione di tossicodipendente del giovane. Ma al momento una persona disposta ad accogliere il 29enne non c’è, da qui la decisione del gip Ramponi di tenere al momento in cella il rapinatore. «Siamo di fronte ad una situazione di profonda disperazione – commenta il difensore al termine dell’udienza – conseguenza della tossicodipendenza di cui è preda il mio assistito. Un tunnel da cui dovrà uscire, per riprendere in mano la propria vita. E la permanenza in carcere non è certo la soluzione. Vedremo cosa sarà possibile fare». La barista 70enne ha raccontato alla Gazzetta che venerdì, poco prima delle due di pomeriggio, si è ritrovata all’improvviso dentro un incubo: «È successo che è entrato un tizio che mi ha chiesto l’incasso. E io ho detto: no». Il suo coraggio si è però infranto contro la realtà: nonostante fosse pieno giorno, nessun passante è intervenuto per aiutarla, nessuno ha chiamato le forze dell’ordine. Il rapinatore ha estratto dalla tasca la siringa e ha iniziato a urlare di essere sieropositivo e che l’avrebbe punta e infettata se lei non gli avesse consegnato i soldi. Quando ha capito che la minaccia non stava facendo effetto le è volata addosso. «Ho provato a tenerlo lontano con il bastone – ha detto la donna – ma lui era grosso, è riuscito a pungermi due volte sul polso». Poi è scappato verso via Pansa dove è stato arrestato. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
