Municipale, un maxi mutuo per la nuova sede
Via libera del Comune alla richiesta di 5,5 milioni di euro alla Cassa Depositi e Prestiti per i lavori all’ex Enocianina
REGGIO EMILIA
Dopo la scelta dei professionisti incaricati della progettazione ha fatto un ulteriore passo avanti la decisione di costruire la nuova sede della Polizia municipale in viale IV Novembre nell’area dell’ex-stabilimento Enocianina, che produceva il colorante naturale ricavabile dall’uva nera. La settimana scorsa è stata pubblicata la determinazione firmata dalla dirigente Monica Prandi che autorizza il Comune a contrarre un prestito con la Cassa Depositi e Prestiti.
Il bilancio di previsione per il triennio 2020-2022 preventivava per questo intervento una spesa di circa sette milioni (7.048.941) di euro, da finanziare con un milione e mezzo di contributo regionale e per il resto con un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. Quindi il prestito ammonterà a circa cinque milioni e mezzo (5.548.941), che dovrà essere richiesto alle condizioni generali economiche e finanziarie stabilite dalla Cdp con la circolare 1280 del 2013, secondo le quali è previsto un rimborso in quaranta rate semestrali al tasso fisso determinato dalla Cassa nella settimana in cui riceverà la proposta contrattuale da parte del Comune.
Il bando di gara per la progettazione della nuova sede della Polizia municipale era stato pubblicato quasi un anno fa, nello scorso mese di dicembre. Entro il termine del 20 gennaio si erano iscritti cinque concorrenti. Alla fine di maggio la gara s’è conclusa con l’aggiudicazione a un raggruppamento temporaneo di noti professionisti.
Si tratta del gruppo Main Engineering, formato dagli ingegneri Alberto e Giovanni e dall'architetto Andrea Manfredini, con sede in città al numero 1 di via Ludovico Ariosto, nonchè dallo studio geologico ambientale Archigeo di Giorgio Gasparini con sede a Bastiglia (Modena), dallo studio Termotecnici associati di via Martiri di Cervarolo e dal perito industriale Enrico Catti (via Brigata Reggio). Il vecchio stabilimento enologico era praticamente inattivo da diversi anni. Apparteneva alla famiglia Fornaciari, che l’aveva fondato nel 1905. Nel 1927 l’ingegnere Aldo vi iniziò per primo la produzione industriale dell'enocianina con metodo razionale, che ebbe grande sviluppo nel dopoguerra. Il prodotto arrivò ad essere esportato in quaranta paesi.
L’attività declinò dagli anni Novanta. Due magazzini furono venduti, ma per il resto le aste giudiziarie andarono deserte. Si arrivò così l’anno scorso all'esproprio per interesse pubblico da parte del Comune, nonostante l’opposizione giudiziaria della proprietà. Le vecchie strutture saranno demolite. Al loro posto sorgerà un edificio di tre piani fuori terra di circa 2460 metri quadri, con un interrato di 2.135 metri quadri. Vi saranno 43 uffici e 101 postazioni di lavoro. Il pubblico entrerà da viale IV Novembre e il personale da via Turri. Nel piano terra si troverà il front office. Nei piani superiori si insedieranno il comando, la centrale operativa, l’infortunistica, e gli altri principali servizi. L’interrato accoglierà l'archivio, gli impianti tecnologici, i servizi per il personale e l'autorimessa estesa su 1500 metri quadri. —
l.s.
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