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Nasce la squadra "special" del San Polo-Bibbiano

Nasce la squadra "special" del San Polo-Bibbiano

Consegnati scarpette, tute e magliette azzurre ai quindici giocatori Down. Palù:  «Una spinta verso il futuro»

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BIBBIANO

Hanno preso le borse con scarpette, tute, pantaloncini e magliette azzurre, pronti a dare il meglio in campo con la squadra “Special” del San Polo Bibbiano. I quindi ragazzi con la sindrome di Down, dai 14 ai 60 anni, emozionati e felici, ora sono a tutti gli effetti la ventiquattresima formazione della società sportiva che su di loro scommette e rilancia. «Con l’inclusione – è stato detto – e con la voglia di lanciare un messaggio forte di educazione a tutti gli latri ragazzi».

Nel campo in sintetico Bedogni è avvenuta la cerimonia, o forse più un festa: schierati di dirigenti sportivi e gli esponenti politici dell’Unione Val d’Enza che ha fortemente sostenuto il progetto. Ed è stato il presidente non che sindaco di san Polo Franco Palù ha sintetizzare il significato dell’iniziativa: «Questo progetto è inclusione fatta realtà e in un momento come questo, iniziative come quella voluta dal Bibbiano- San Polo ci spingono verso il futuro. In estate pensavamo che fosse tutto finito, ma a quanto pare la Spagnola non ci ha insegnato nulla: questa ondata di Covid è superiore alla prima e chi ha fatto i compiti a casa come l’Emilia Romagna, sta meglio di altri, ma la crescita dei numeri creerà ancora non pochi problemi. Spero che questo progetto riesca a partire già da gennaio, ma prima di tutto viene la salute delle persone».

Alberto Zanichelli, presidente della società ha riercorsi la nascita del progetto: «Quando Gianni Delrio (direttore generale del San Polo Bibbiano, ndr) ci ha proposto questa iniziativa l’abbiamo accolta con grande entusiasmo. Per questi ragazzi l’avere una divisa e il pensare di essere parte di qualcosa di grande e di importanti, sarà motivo di grande soddisfazione. Mi auguro che il Covid ci permetta di ricominciare: questo, però, è probabilmente il momento più brutto dell’anno e non sono molto fiducioso e lo dico non solo per il progetto disabili, ma anche per la nostra attività quotidiana sul campo, dai ragazzini del nostro vivaio fino alla prima squadra». Il progetto disabili della società sarà coordinato a livello tecnico dall’ex trainer della Reggiana Andrea Tedeschi e da Erica Rinaldi e sarà diretto da Silvio Giannandrea, psicologo dello sport. —

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