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Oggi il grande sciopero delle tute blu reggiane parte dalla Goldoni

Oggi il grande sciopero delle tute blu reggiane parte dalla Goldoni

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REGGIO EMILIA . A un anno esatto dalla presentazione della piattaforma contrattuale, anche i lavoratori metalmeccanici reggiani di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil scioperano 4 ore con presidi nel pieno rispetto delle norme Covid-19, in tutta Italia, per il rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica-Assistal scaduto ormai da 10 mesi. La protesta si sposterà dalla piazza alle fabbriche reggiane, molte delle quali hanno già scioperato nei giorni scorsi.

Sarà l’occasione per riportare all’attenzione battaglie come quella alla Goldoni di Rio Saliceto. «Sono passati due mesi, le serate non sono più calde, ma umide e nebbiose, e il presidio permanente continua. Il tribunale ha ammesso la richiesta di concordato e ora c’è la possibilità che tra i potenziali imprenditori interessati qualcuno voglia investire nella ripartenza della Goldoni. È necessario che quella stessa multinazionale cinese che solo nel 2015 aveva promesso un futuro roseo, per l’impresa e i lavoratori, agevoli questo percorso». È il messaggio di sindacati e lavoratori dai cancelli della sede Goldoni al confine tra il Carpigiano e il territorio riese, dove dunque il presidio permanente continua, in attesa di novità che però né da Roma né da Bologna arrivano, segnala in particolare la Fiom-Cgil mentre restano a rischio 210 posti di lavoro. Oggi, quindi, durante lo sciopero nazionale dei metalmeccanici, il segretario regionale della Fiom-Cgil Samuele Lodi interverrà dal presidio di Migliarina «per il contratto e perché la Goldoni va salvata, punto: i lavoratori della Goldoni non si piegano e non saranno soli».

Le ragioni dello sciopero sono da ricercarsi nella rottura del tavolo negoziale da parte di Federmeccanica e nel grande tema del salario. Tema sul quale ancora oggi persistono distanze siderali tra le richieste di Fim, Fiom e Uilm e la risposta degli industriali di Federmeccanica.

I sindacati chiedono fin dall’inizio un aumento dell’8% sui minimi tabellari – pari a circa 130 euro per il terzo livello e 155 euro per il V livello – mentre la posizione di Federmeccanica al momento è quella di riconoscere esclusivamente l’aumento sulla base dell’indice armonizzato europeo (Ipca) depurato dall’inflazione energetica, cioè un aumento pari al 3,2% nei prossimi 4 anni – circa 40 euro al mese. —

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