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l’architetto 

«Da sempre è una sfida all’ultimo elettore»

«Da sempre è una sfida all’ultimo elettore»

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italo-americano

«Trump è stato autodistruttivo con modi e tempi tali da far crescere il favore verso i democratici. Oggettivamente non ci si aspettava questo rush finale: la gestione del Covid da parte di Trump è stato il suo colpo mancato per una riconferma, insieme al movimento Black Lives Matter. Due fattori a suo svantaggio, per una corsa in cui era dato per vincente a mani basse». È convintamente di tradizione democratica, anche se pensa che Biden non sia una figura «carismatica» tale da accendere gli entusiasmi. Italo-americano di padre statunitense, a Reggio da una vita, anche Christopher Ward, l’architetto della moda, sta seguendo da vicino la sfida per la Casa Bianca. Titolare in città di uno studio internazionale, Ward non ha votato a causa delle difficoltà burocratiche per ottenere i permessi in Consolato in tempi di Covid. Ma, con il padre (che ha espresso la propria preferenza verso i dem per via telematica), sta seguendo da vicino il voto a stelle e strisce: «I voti telematici e telefonici, che arriveranno per ultimi, da sempre sono l’ago della bilancia – spiega – Ci sono elettori dell’ultima ora che aspettano appunto fino all’ultimo. Un meccanismo che fa un po’ parte dell’entertainment americano, dove c’è sempre questo gioco all’ultimo secondo». Per Ward, in questa tornata «c’è stata grande affluenza: chi di solito si asteneva, come la fascia dei giovani afro-americani e la bassa borghesia, ora ha deciso di partecipare per cambiare le cose». Uno scenario che ha riaperto la partita, ma che secondo Ward non terminerà a urne chiuse: «Se vincerà Biden, Trump è pronto a contrattacchi politici. Se vincerà Trump, ci saranno contestazioni di piazza. Di certo le reazioni saranno forti quindi, o politiche o sociali». —

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