Gazzetta di Reggio

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L’assalto IN GELATERIA 

Il giudice lo interroga attraverso il pc ma il rapinatore decide di non parlare

l. g.
Il giudice lo interroga attraverso il pc ma il rapinatore decide di non parlare

Il malvivente in collegamento dal carcere reggiano è difeso dall’avvocata Pedrini Il gip si riserva di decidere sulla misura da adottare

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reggio emilia

Resta in carcere in attesa della decisione del giudice sulla misura cautelare da adottare – che arriverà oggi – il 25enne marocchino Issam Mansour, arrestato per la rapina di sabato alla gelateria “Cuore” di via dei Gonzaga. Il nordafricano è comparso ieri sugli schermi del tribunale di Reggio in video-collegamento dal carcere, dove si trova da domenica. Difeso dall’avvocato Bernardina Pedrini, Mansour deve rispondere dell’accusa di rapina aggravata dalla “travisazione del volto”.

l’udienza

«Il mio cliente – spiega l’avvocato dopo l’udienza di convalida dell’arresto – si è avvalso della facoltà di non rispondere. Noi abbiamo chiesto gli arresti domiciliari mentre il pubblico ministero (Iacopo Berardi, ndr) la custodia in carcere».

Ascoltate le ragioni di accusa e difesa il giudice Luca Ramponi si è quindi ritirato con riserva, che sarà probabilmente sciolta oggi. Il 25enne, nel frattempo, rimane alla Pulce.

i fatti

Ad arrestare Mansour sono stati i poliziotti delle Volanti grazie al prezioso contributo della titolare della gelateria, che sabato era aperta per effettuare servizio da asporto. Il 25enne è entrato nel locale e ha iniziato a urlare verso la donna, minacciandola con una pistola (poi risultata giocattolo) per farsi consegnare l’incasso. Presi i soldi, circa 700 euro, il marocchino è scappato a piedi lasciando però la sua macchina accesa nel parcheggio vicino alla gelateria. Il suo obiettivo era quello di buttare l’arma giocattolo, nascondere la refurtiva, capovolgere il giaccone doubleface per non farsi riconoscere e tornare alla macchina per dileguarsi.

A rovinare i piani del giovane è stata la donna che, su indicazione della polizia chiamata pochi istanti dopo la rapina, ha tolto le chiavi dall’auto del rapinatore, impedendogli così di allontanarsi. Quando il criminale è tornato alla sua macchina, convinto di poter scappare senza problemi, l’ha invece trovata spenta e chiusa e d’un tratto è stato circondato dagli agenti di tre volanti mandati sul posto. —

l. g.

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