Gazzetta di Reggio

Reggio

«Lei piangeva, pregava di tornare a casa»

Leonardo Grilli

La 25enne arrestata con altri 4 marocchini si dichiara innocente e cita le parole della donna aggredita assieme all’amico

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CORREGGIO

Compariranno oggi davanti al giudice, in collegamento da remoto dal carcere dove sono reclusi, i cinque marocchini accusati dell’orrenda aggressione ai danni di una coppia di connazionali avvenuta nella notte fra lunedì e martedì. Si tratta del 29enne Mustapha Fadli e del 24enne Rafik Fadli, fratelli domiciliati a Correggio, e la 25enne Ghizlane Hassouni, residente a Montichiari, in provincia di Brescia, difesi dall’avvocato Alessandro Cantagalli. Arrestati anche il 26enne Abdeljabar Lahouidag, residente a Noceto (Parma), difeso dall’avvocato Marco Dallari, e il 43enne Mohamed Benabbou, domiciliato a Sant’Ilario e difeso da Enrico Fontana del Foro di Modena.

Pesantissime le accuse nei loro confronti: concorso in lesioni personali aggravate, sequestro di persona, violenza privata e violenza sessuale. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Correggio, supportati lunedì notte dagli uomini del Norm di Reggio, dai militari della stazione di Novellara e da quelli della Compagnia di Guastalla, i quattro uomini hanno inseguito in scooter l’auto con a bordo la coppia – un 47enne residente a Sorbolo (Parma) e una 37enne residente in città – riuscendo a bloccarla dopo poco.

Fermata la vecchia Ford, in via Frassinara è iniziata la follia. L’uomo è stato picchiato, sfregiato, colpito con alcune coltellate e lasciato sanguinante sull’asfalto, mentre l’auto è stata devastata, forse con dei martelli.

Ma è sulla donna che si è scatenata la furia maggiore del branco. La 37enne è stata trascinata in un campo vicino adibito a vigneto, dove sono avvenuti i primi abusi e le prime botte. Poi è stata costretta a salire in sella a uno dei due motorini e condotta in un’abitazione a Canolo, dove si sono svolte le altre sevizie: colpi di coltello su gambe e viso e altri abusi fino al tempestivo arrivo dei carabinieri, che sono entrati nella casa degli orrori prima che si potesse completare la violenza sessuale.

Ed è proprio in quell’appartamento che è stata trovata e arrestata anche la 25enne Hassouni, fidanzata con uno dei due fratelli Fadli. Secondo la ricostruzione dell’Arma, anche lei avrebbe avuto un ruolo nelle violenze consumate nell’abitazione di Canolo, forse aiutando a tener ferma la 37enne mentre avveniva l’aggressione.

Ma lei, sentita in carcere a Reggio Emilia dall’avvocato Cantagalli, nega decisamente. Anzi. Secondo la sua versione dei fatti, avrebbe cercato di aiutare la vittima. «La Hassouni – spiega il legale – sostiene che si trovava in casa in compagnia degli altri quattro uomini. Poi loro sono usciti e lei è andata a dormire, finché non è stata svegliata da alcune voci».

A quel punto, prosegue l’avvocato, «in pigiama è andata a vedere cosa stesse accadendo e ha trovato il gruppo di uomini con questa ragazza sanguinante. L’ha portata in bagno, ha provato a medicarla e le ha dato una sua maglietta, e nel frattempo cercava di capire da lei cosa fosse successo. Ma era troppo sconvolta, non riuscita a rispondere, piangeva e la pregava solo di farla tornare a casa».

A salvarla per davvero ci hanno pensato poco dopo i carabinieri, che hanno fatto irruzione nell’abitazione. Ieri, intanto, sia la 37enne che l’amico 43enne sono stati dimessi dall’ospedale. —



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