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Didattica a distanza 

«Per gli istituti professionali i laboratori sono fondamentali»

Nicole Nasi/
«Per gli istituti professionali i laboratori sono fondamentali»

Dopo l’ultimo decreto, alle superiori la Dad sarà al 100% Alex Ferrari (Galvani-Iodi): «La presenza è irrinunciabile» 

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A partire da domani sono in vigore le nuove norme anti-Covid dettate dall’ultimo decreto firmato nella notte tra martedì e ieri da Giuseppe Conte. Una parte del decreto riguarda, ancora una volta, le scuole, in particolare in tutte le scuole superiori la didattica si svolgerà al 100% a distanza. Questo punto è stato fin dal primo lockdown molto discusso e contestato. Oltre al ruolo sociale ed educativo che gli ambienti scolastici hanno, è stata rilevata un’altra problematica, che riguarda gli istituti professionali: l’attività di laboratorio che, nell’ultimo decreto, viene in ogni caso prevista. «In molti si dimenticano che la scuola non è solo lezione frontale e non tutto può essere fatto attraverso lo schermo di un pc – dice Alex Ferrari, docente di lettere dell’Istituto professionale Galvani-Iodi di Reggio Emilia–. In un istituto professionale ciò che imparano i ragazzi, oltre alle discipline di area comune, è anche l’arte della professione, che non si può imparare sul banco di scuola, ma per la quale occorrono laboratori, materiali e una maggiore attenzione da parte degli insegnanti. Il Galvani-Iodi da decenni è garanzia di formazione professionale di alto livello nelle discipline socio sanitarie, odontotecniche e ottiche. Imparare l’arte di educare, di assistere gli anziani, di sagomare protesi e di graduare lenti non è cosa semplice. Una scuola che offre servizi alla persona necessita prima di tutto del contatto umano, anche in tempi come questi, sempre con i dovuti distanziamenti».

Il professore spiega che i ragazzi durante la prima ondata si sono impegnati molto per non perdere le competenze acquisite in laboratorio; in tanti hanno usato le saponette per le mani come materiale per plasmare i modelli di protesi facendo emergere l’esigenza di continuare ad apprendere. «Molto spesso non si tiene conto del fatto che alcuni istituti abbiano esigenze particolari – continua Ferrari –. Al contrario dei licei, i nostri studenti imparano fin da subito un mestiere e per farlo è necessario avvalersi di prove pratiche e sul campo. Pensiamo solamente agli studenti dell’indirizzo sociale che hanno in programma un mese intero di tirocinio in strutture come asili e Rsa, loro futuri luoghi di lavoro. Per loro la didattica a distanza rappresenterebbe un’ulteriore ostacolo reale».

Proprio memori della prima ondata pandemica, i docenti del Galvani-Iodi, assieme alla dirigente scolastica Nunzia Nardiello, stanno pensando da tempo a misure alternative per arginare questo gap. Grazie al supporto di un team digitale si sta cercando di implementare il supporto a questo particolare aspetto della didattica. «Si tratta di uno sforzo umano notevole – ribadisce il professore –. Abbiamo ripensato le ore e le relative attività in modo tale da non lasciare nessuno indietro. Per ora la presenza in laboratorio è stata garantita a coloro che potevano frequentare la scuola, cercando di far ruotare tutte le classi. Crediamo in quello che facciamo e nei nostri ragazzi. Pare che davvero in pochi si rendano conto che gli ambienti scolastici, attualmente, sono con ogni probabilità i luoghi più sicuri per scongiurare il diffondersi del virus. Protocolli di sicurezza, distanziamento, percorsi tracciati, gel disinfettante, mascherina, ricambio d’aria frequente e altro ancora: è l’unico luogo dove ogni buona regola per prevenire il contatto fra diverse persone viene davvero e sempre rispettata». —





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