Gazzetta di Reggio

Reggio

 

Daviddi contro il Coronavirus stop a carte e giornali nei bar

Adriano Arati
Il sindaco Giuseppe Daviddi
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Il sindaco Giuseppe Daviddi

Casalgrande, linea dura per evitare la diffusione del Covid nel territorio comunale Misura più aspra rispetto alle decisioni regionali e all’ultimo Dpcm del governo

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CASALGRANDE. Niente carte e niente giornali nei bar e nei locali di Casalgrande. Il Comune ha deciso di inasprire i provvedimenti sanitari legati al Covid-19 tramite un’ordinanza del sindaco Giuseppe Daviddi, che vieta «il gioco delle carte nei bar, circoli, sale d’attesa e nei ritrovi di aggregazione pubblici e privati in generale al chiuso e all’aperto. Inoltre, è vietata la lettura di giornali, riviste o simili nei bar, circoli, sale d’attesa e nei ritrovi di aggregazione pubblici e privati in generale al chiuso e all’aperto».

Le nuove misure, sottolinea l’amministrazione comunale, si sono rese necessarie «perché è stato accertato che tra le possibili forme di contagio rientrano il promiscuo uso dei giornali ed il gioco delle carte nei bar, circoli, e nei ritrovi di aggregazione pubblici e privati in generale». Una scelta per ora isolata, sia a livello distrettuale che a livello provinciale, applicata in uno dei Comuni reggiani più vasti e soprattutto più popolosi, con i suoi ventimila abitanti.

Non è la prima volta che il sindaco Daviddi prende strade solitarie rispetto agli altri enti pubblici, sia nella gestione della crisi sanitaria sia riguarda altri temi importanti, dai trasporti ai rifiuti. Pochi giorni il primo cittadino ha criticato le scelte governative che riducevano gli orari di apertura dei ristoranti e dei bar, e ha polemizzato con la Regione per il ritardo nelle forniture di vaccini anti-influenzali, che ha costretto ad interrompere in anticipo le operazioni collettive allestite al bocciodromo di via Santa Rizza assieme ai medici di famiglia. A marzo, il Comune di Casalgrande era entrato in fortissima polemica con il Comune di Reggio e le Farmacie Comunali Riunite per le forniture di mascherine protettive prodotte da un’azienda di Salvaterra che aveva riconvertito le proprie attività nel momento più aspro dell’emergenza. Buona parte dei dispositivi protettivi erano andati direttamente alla Regione, quelli restanti erano stati affidati a FCR per la vendita nel territorio reggiano. Daviddi aveva contestato sia le modalità di affido e gestione della fornitura sia i prezzi poi applicati per la vendita finale.

Nello stesso periodo, avevano generato discussioni i vincoli particolarmente severi legati all’accesso senza mascherina nei negozi, in giorni in cui non era semplice avere protezioni adeguate per il viso. Fuori dall’emergenza, il Comune di Casalgrande ha posto questioni su due settori importanti della macchina pubblica, il trasporto scolastico locale e la raccolta dei rifiuti. Un’approfondita analisi dei viaggi dei pulmini e dei contratti aveva portato alla rinegoziazione di alcuni contratti in essere con i fornitori del servizio. Sul fronte rifiuti, Casalgrande ha scelto di non proseguire nelle sperimentazioni della raccolta porta a porta con tariffa puntuale, preferendo invece potenziare la raccolta differenziata canonica, unico Comune del comprensorio a seguire questa visione.

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