Gazzetta di Reggio

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I vicini temono per il via-vai dei clienti La polizia chiude la casa della prostituta

Ambra Prati
I vicini temono per il via-vai dei clienti La polizia chiude la casa della prostituta

Nei guai una ragazza spagnola di 28 anni: potrebbe gestire un “giro” di altre ragazze che ricevono uomini a domicilio

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REGGIO EMILIA

Tutto è partito da diverse segnalazioni di residenti, preoccupati per il continuo via e vai di sconosciuti, a qualsiasi ora del giorno e della notte: un andirivieni che ha creato apprensione, in questo periodo di pandemia da Covid 19.

Ma, dando la caccia a un possibile focolaio del virus, i poliziotti della Squadra mobile sono arrivati all’attività di una spagnola di 28 anni, dedita alla prostituzione: il mestiere più antico del mondo, che non conosce crisi nonostante questa attività a domicilio – in epoca di pandemia – metta a repentaglio la salute di chi esercita, dei clienti che forse in maniera avventata vanno a usufruire delle prestazioni e dei residenti, costretti a convivere e a incrociarsi con un folto numero di sconosciuti. Perciò l’appartamento utilizzato come alcova è stato posto sotto sequestro.

L’indagine degli uomini del dottor Guglielmo Battisti è partita proprio dagli abitanti della zona ospedale, ritenuto un quartiere residenziale tranquillo. Secondo le segnalazioni pervenute in questura, da qualche settimana alcuni residenti di viale Ettore Simonazzi lamentavano un singolare afflusso di uomini sconosciuti nonché delle situazioni di degrado legate – questa era l’ipotesi, ma senza indicazioni precise – alla presenza di alcune donne che si prostituivano in casa.

Un fenomeno frequente in molti quartieri cittadini, senonché i residenti si sono detti preoccupati e hanno manifestato timori sul fatto che la promiscuità potesse diventare un veicolo di contagio da Covid-19. Per questo motivo la questura è prontamente intervenuta. Gli agenti della Mobile prima hanno approfondito, riuscendo a identificare la palazzina “sospetta”, poi hanno iniziato servizi di appostamento, riuscendo a documentare le entrate e le uscite della clientela, tutta al maschile. Raccolti gli elementi necessari, mercoledì scorso è scattato il blitz.

Gli agenti si sono presentati alla porta di sorpresa, trovando all’interno una sola donna identificata come cittadina spagnola, arrivata da poco in Italia: secondo gli investigatori, la giovane pubblicizzava i suoi servigi su internet poi riceveva in casa.

A complicare le cose il fatto che il regolare contratto d’affitto non fosse intestato alla spagnola, bensì a un’altra donna non ancora rintracciata: il subaffitto è una prassi standard in questi casi, ma occorrerà appurare le reali parti in causa e le singole responsabilità. Per ora la posizione della 28enne resta al vaglio degli inquirenti, per capire se – come hanno riferito i residenti – l’appartamento fosse utilizzato da altre “colleghe” e quindi se lei, presunta maîtresse, possa essere accusata del reato di favoreggiamento della prostituzione; in attesa di ulteriori riscontri, al momento la giovane non è indagata. Intanto, per motivi di salute pubblica oltreché per prevenire la reiterazione del reato, all’appartamento sono stati apposti i sigilli. —



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