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Apertura da parte del comitato «Valutiamo nuovi alloggi in zona»

L.S.
Apertura da parte del comitato «Valutiamo nuovi alloggi in zona»

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REGGIO EMILIA

Non è più un muro contro muro. Dopo i due incontri del 19 ottobre e del 2 novembre con il Comune e con Acer il comitato di via Paradisi è disposto a prendere in considerazione la seconda opzione prospettata dal Comune, ma le misure contro la pandemia, impedendo la convocazione delle assemblee condominiali, rendono problematiche la discussione della proposta e la raccolta dei pareri fra i proprietari degli alloggi.

«È bene chiarire – sottolinea Laura Scillitani, portavoce del comitato – che nessuno ha preso accordi con il Comune. In questi mesi abbiamo incontrato difficoltà di comunicazione. Ci riserviamo di esprimere una valutazione dopo avere consultato le persone interessate».

L’unica certezza sembra essere il rifiuto del progetto originario, che prevede la ristrutturazione delle tre palazzine, il trasferimento dei residenti in altre case e, al termine dei lavori, l’eventuale ritorno nella condizione di affittuari con diritto di riscatto dopo vent’anni. «Sarebbe – spiega la portavoce – una soluzione penalizzante soprattutto per gli anziani, che sono molto legati all’abitazione occupata da molto tempo e hanno meno capacità di adattamento. Non accettano di andare ad abitare in un’altra zona e ritornare qui comporterebbe la necessità di un doppio trasloco, impegnativo e faticoso, oltre al dovere riacquistare la propria casa».

In un primo momento il comitato aveva respinto totalmente il progetto, che, riguardando i numeri civici 6, 8 e 10, condurrebbe all’esproprio dei condòmini non disposti ad accettare le condizioni del Comune. Tuttavia l’acquisizione degli alloggi nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica è un punto fermo. «Non ci piace – spiega Laura Scillitani – ma lo dobbiamo accettare. Detto questo si può discutere la seconda opzione, che prevede il trasferimento in una nuova palazzina da costruire a pochi metri di distanza. In ogni caso è un’imposizione, ma consentirebbe di entrare da proprietari nella nuova casa e nella stessa zona dopo un unico trasloco. Non è la proposta ottimale, ma, dopo averne discusso con i condòmini, vedremo di parlarne nel terzo incontro con il Comune e con Acer». Gli abitanti di via Paradisi avevano esposto efficacemente le loro obiezioni in un video realizzato dal regista Alessandro Scillitani, fratello di Laura, la quale vi compare insieme ad altri condòmini, tra cui un’anziana, una giovane albanese e un cinese. Vi sono messi in rilievo l’affetto per i propri alloggi, destinati originariamente al ceto medio, la posizione favorevole e le spese sostenute per renderli sempre più confortevoli, per la manutenzione e per l’installazione di impianti di riscaldamento autonomi. Passano in secondo piano i problemi legati alla morosità e al cattivo stato e al sovraffollamento di alcuni alloggi dati in locazione. «Abbiamo dovuto farci carico – ammette Laura Scillitani – dei mancati pagamenti da parte di alcuni condòmini. Il condominio è unico, ma la situazione è diversa nelle tre palazzine. Al numero 6 i venti alloggi sono occupati per metà dai proprietari. Nei numeri 8 e 10 prevalgono gli inquilini». —

L.S.

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