Gazzetta di Reggio

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LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI 

«Le modifiche ai protocolli creano paure e incertezze»

Assemblea Scuola Educazione ADL Cobas Emilia Romagna Collettivo Educatori Reggio

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L’INTERVENTO

Come organizzazioni sindacali riceviamo continue segnalazioni da educatrici ed educatori e docenti che nei plessi scolastici si trovano ad affrontare in solitudine i limiti dei protocolli sulla sicurezza anti-Covid. All’apertura delle scuole, a settembre, in caso di positività di un alunno, in 24 ore tutta la classe era sottoposta a tampone e, dai giorni successivi, l’Ausl determinava la messa in quarantena della classe o la possibilità di continuare le attività in presenza. A ottobre e novembre, con gli aumenti dei contagi e la grossa difficoltà dell’Ausl a mantenere il protocollo di sicurezza iniziale, viene cambiato il protocollo creando incertezze e scaricando le responsabilità sulle lavoratrici e le famiglie degli alunni. Ora nel caso che un alunno risulti positivo, viene messo in quarantena e i tamponi al resto della classe vengono fatti solo dopo 10-15 giorni.

L’educatrice o educatore è costretto ad andare a scuola seguendo i propri alunni anche in altre classi, tutto questo senza sapere se sia positivo o meno, in attesa del tampone e rischiando di estendere il contagio. In alternativa l’educatore può rimanere a casa in attesa che l’Ausl lo chiami per il tampone, però il periodo di quarantena preventiva non viene riconosciuto come malattia dai medici di base e, per l’ennesima volta, si trova ad affrontare un periodo senza stipendio. Molte lavoratrici decidono di fare i tamponi privatamente con un costo medio di 80-90 euro per ridurre i rischi di contagio, somma che equivale a circa 2-3 giornate di lavoro.

Questa situazione è inaccettabile soprattutto perché nei sei mesi precedenti non si sono fatti investimenti strutturali nella sanità, assumendo precari che alla fine della prima ondata di contagi a cui in seguito hanno disdetto il contratto. Ora i laboratori della sanità pubblica che fanno i tamponi sono in affanno e, invece di potenziare il personale, cambiano i protocolli di sicurezza spingendo il personale scolastico a fare il tampone presso laboratori privati. In questi mesi vediamo tutto ciò replicarsi anche nell’ambito della scuola pubblica a causa della mancanza cronica di docenti, soprattutto di sostegno: si continuano ad assumere precari per poi non rinnovare i loro contratti appena è passata l’emergenza e utilizzare educatori togliendoli dai propri alunni disabili per coprire le mancanze di organico, organizzazione e investimenti. Quello che sta emergendo è che non vi sia la volontà di investire su un welfare universale e che si voglia sacrificare la salute e la qualità dei servizi per foraggiare il welfare privato, usufruibile sempre più per i soli che ne hanno la possibilità economica. Per ribaltare questo scenario sono da subito necessari massicci investimenti sulla scuola pubblica e sui servizi educativi da una parte, e sulla sanità pubblica e la medicina territoriale dall’altra, per garantire il diritto alla salute insieme al diritto all’istruzione! —

Assemblea Scuola Educazione

ADL Cobas Emilia Romagna

Collettivo Educatori Reggio

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