«Sono arrivato fino a 100 anni perché cammino con la testa»
Così parlava di sé in occasione dell’importante traguardo. «Sono stato un ingordo di arte, che continuo a coltivare come una profonda vocazione»
Guastalla
In concomitanza con il suo centesimo compleanno, Giuseppe Amadei rilasciò una lunga intervista al nostro Luciano Salsi, nella quale ripercorse la sua vita e la sua carriera. «Sono arrivato a cento anni – raccontò Giuseppe Amadei – perché, per così dire, cammino con la testa. Ogni giorno leggo e scrivo. Mi trovo con gli amici a cena e presento qualche artista. La mia lunga vita? Senza pensarci troppo direi che sono stato un grande ingordo, anzitutto per gli anni della mia esistenza, che sono tanti e iniziano a pesare. Sono stato per trent’anni nel Parlamento italiano ed europeo, e sette volte al governo come sottosegretario. Sono stato, poi, un ingordo di arte moderna e contemporanea, che continuo a coltivare come una profonda e autentica vocazione».
Uno dei segni più tangibili dell’operato di Amadei è rappresentato dal Centro di formazione professionale che nel 1967 trasformò nella Fondazione Simonini, che divenne ente morale a seguito di un decreto del Presidente della Repubblica Saragat. «Il centro venne creato da Alberto Simoni, deputato reggiano del Partito socialdemocratico, europeista convinto e fautore del primo embrione della Ceca, la Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Nel 1960 ero con lui a Strasburgo, che partecipava alla seduta dell’Assemblea parlamentare europea. Morì improvvisamente il 6 luglio e da Strasburgo portai la sua salma fino a Reggio. Gli succedetti anche come presidente del Centro di formazione professionale, nel quale accoglievamo tanti giovani. Chi voterei oggi? Ho sempre scelto le formazioni più vicine alle mie idee, per l’Italia la prima necessità è stare nell’Europa». —
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