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A Casalgrande saltano le escursioni nei boschi per i bimbi e le famiglie

Miriam Figliuolo
A Casalgrande saltano le escursioni nei boschi per i bimbi e le famiglie

Un’alta adesione e la necessità di dividere in gruppi non omogenei ha decretato la decisione di rinviare l’iniziativa promossa dal Ceas 

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IL RINVIO

Miriam Figliuolo

Le nuove restrizioni dovute all’ultimo Dpcm che ha colorato le Regioni d’Italia in rosse, arancioni e gialle hanno avuto immediate conseguenze anche nel nostro territorio, nonostante la situazione di minore gravità. Una delle prime, nel Casalgrandese, è stato il rinvio di un’iniziativa rivolta ai bambini e alle loro famiglie e organizzata dal Ceas, Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità Terre Reggiane Tresinaro Secchia.

Di che si tratta e per quali motivi sia stata rinviata lo spiega l’assessore alla Scuola, Laura Farina.

«Si trattava del weekend di “Esplorazione selvatica” alla Riserva di Casalgrande che si sarebbe dovuta svolgere il 7 e l’8 novembre (ieri e oggi, ndr) – dice Farina – con ritrovo alla Riserva ed escursione nei boschi intorno, con l’obiettivo di fornire un’occasione per ristabilire il contatto con la natura e scoprirne l’importanza. Il programma prevedeva anche una merenda finale».

Una bella attività all’aria aperta che può fare pensare a una riduzione del rischio di contagio, ferma restando l’adozione di tutti gli accorgimenti di contenimento, dalle mascherine al metro di distanza tra le persone non conviventi. Il punto critico però è stato l’elevato numero di partecipanti (che si erano già iscritti su prenotazione). E non solo questo.

«Le adesioni sono state elevate – ha spiegato ancora Farina – e i partecipanti divisi in due gruppi per il sabato e tre per domenica, da 20-22 persone ciascuno con punte di 23. I gruppi inoltre erano divisi per fasce di età e non per classi scolastiche di provenienza. Cosa che avrebbe comportato, a nostro avviso, una situazione di eccessiva mescolanza. Un dubbio che è venuto pure al Ceas all’indomani dell’emanazione del nuovo decreto. Ci hanno subito contattato perché decidessimo noi in proposito».

A sottolineare l’atteggiamento prudenziale privilegiato e adottato dall’amministrazione casalgrandese, non senza qualche sorpresa per la divergenza di vedute con il senso delle misure nazionali, è stato il primo cittadino Giuseppe Daviddi.

«I mesi che si prospettano davanti a noi a livello di tendenza dei contagi – commenta – non ci fanno ben sperare. L’unica possibilità di contenimento della pandemia è mettere in atto i piccoli comportamenti quotidiani che, tutti insieme, possono fare davvero la differenza. Di qui la linea della prudenza e decisioni come quelle appena adottate nel nostro comune di divieto della lettura dei giornali e dell’uso delle carte nei bar. È un piccolo sacrificio da sopportare, che riduce il rischio di contagio».

Da questo punto di vista si potrebbe pensare che il primo cittadino casalgrandese sia contrario all’apertura dei negozi in centro nel fine settimana, come avviene nella vicina Scandiano. «Niente affatto – precisa lui – Sono anzi favorevole all’apertura di negozi e ristoranti anche dopo le 18. Si tratta di attività che avevano già avuto delle rigide prescrizioni e hanno investito per essere in regola: non si capisce perché ora debbano chiudere e possano essere aperti il pranzo e no la sera. Da questo punto di vista avrei preferito molto di più un aumento dei controlli». Ancora diversa l’idea sui centri commerciali: «Bene la chiusura nei weekend – dice Daviddi – Questo perché lì sì che vedo una situazione davvero poco gestibile: le persone che si accalcano agli ingressi e alle uscite e nelle gallerie. Basta essere stati in un fine settimana qualsiasi al GrandEmilia per capirlo». —

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