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Lo spazio educativo Freccia Azzurra chiude i battenti «Non ci sono fondi»

ADR.AR
Lo spazio educativo Freccia Azzurra chiude i battenti «Non ci sono fondi»

L’associazione Mattone su Mattone getta la spugna «Da anni chiediamo aiuto al Comune, nessuna risposta»

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REGGIO EMILIA. Addio alla Freccia Azzurra. Chiude i battenti lo storico spazio educativo pomeridiano di Villa Cella, riferimento per tante famiglie che vivono all’estrema periferia ovest della città, non solo per quelle di Cella ma anche per le altre popolose frazioni dell’area. La Freccia Azzurra, progetto portato avanti dai volontari dell’associazione Mattone su Mattone, da 17 anni opera negli spazi della parrocchia di San Silvestro a Cella.

Ora la mancanza di risorse e di sostegno potrebbe interrompere l’esperienza, proprio in uno dei periodi più duri anche per l’educazione, la tenuta delle famiglie e la coesione sociale. Vista la scarsità di strumenti di finanziamento e di appoggio logistico secondo i canali tradizionali, poco tempo fa l’associazione Mattone su Mattone, come ultimo tentativo, ha partecipato al bando “I quartieri ripartono”, «nella speranza di potere finanziare adeguatamente il servizio Freccia Azzurra e tutti gli altri progetti di promozione sociale e culturale che a caduta, negli anni, si sono fecondati da questa esperienza e di cui sono testimoni cittadini, famiglie, bambini e operatori del terzo settore con cui i volontari collaborano da anni».

Il progetto presentato è stato valutato assieme agli altri 38 proposti per l’intero territorio comunale e alla fine non ha vinto. La bocciatura, pur legittima nella logica di un bando pubblico, preoccupa non poco Mattone su Mattone e i residenti: «Tutto ciò avrà conseguenze sociali sempre più disastrose, a causa dell’incuria e della leggerezza con cui si è pensato alle questioni, cosa di cui probabilmente il Comune, a questo punto, non si prenderà mai la responsabilità del danno, aggravatosi nel tempo, pur definendosi “Città delle persone”».

Anche perché, si sottolinea, le sofferenze odierne sono figlie del passato recente e non: «In questi anni il Comune è stato più volte sollecitato a investire risorse, poche in realtà, per dare stabilità e continuità a questa esperienza così preziosa. Più di una volta i soci dell’associazione si sono incontrati con Officina Educativa, con il Polo Sociale ovest e con l’amministrazione comunale, nelle persone dell’assessore Curioni e del sindaco Vecchi, per evidenziare i bisogni della zona, soprattutto in termini di disagio sociale e di necessità di attenzione verso i più piccoli».

Almeno al momento, però, nulla si muove, e un cammino quasi ventennale rischia di esaurirsi, dopo aver sostenuto parecchie decine di nuclei famigliari: «È dal 2003 che i volontari hanno iniziato la loro opera educativa e sono stati determinati ad agire precocemente per contenere i primi segnali di disaffezione allo studio dei bambini più fragili: in questo senso arrivano a essere quasi 200 i bambini e le famiglie che nel tempo sono stati incontrati e aiutati. Il progetto Freccia Azzurra si è sempre contraddistinto per avere creato relazioni di prossimità autentiche tra vecchi e nuovi residenti di frazioni come Cella, che negli anni hanno pagato un prezzo molto alto in termini di frammentarietà del tessuto sociale e di isolamento dai servizi della città», rivendicano orgogliosamente i volontari di Mattone su Mattone. Il servizio, aggiungono, è particolarmente prezioso in una parte del territorio comunale non facile da connettere con altre realtà a causa della propria sistemazione sulla via Emilia: «Il traffico, infatti, rende sempre più difficoltoso la possibilità di accedere alle offerte educative per bambini e famiglie e al contempo inibisce l’incontro tra la gente dello stesso paese, per la pericolosità di questa strada che negli anni è stata lo scenario di gravi incidenti». —

ADR.AR. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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