Salta la trentesima edizione della “Festa del tartufo”
Anche la partecipatissima rassegna si arrende dopo le ultime disposizioni Slitta all’anno prossimo, ma il sindaco Borghi ne annuncia un’anteprima estiva
VIANO
Si arrende proprio all’anniversario dei 30 anni, la festa del tartufo di Viano. Nel calendario originario, oggi 8 novembre, avrebbe dovuto essere la data in cui il paese collinare festeggiava le tre decadi della manifestazione dedicata ai tartufi che, assieme a quello di Cavola, si è trasformata in uno dei principale eventi stagionali del calendario reggiano ed uno dei più frequentati a livello regionale. Sino a poche settimane fa vi erano ancora speranze di proporre una versione fortemente ridotta, ma che potesse mantenere almeno la sua parte principale, quella legata all’esposizione e alla vendita della “trifola”, ma l’andamento dei contagi e il progressivo inasprimento delle norme sanitarie hanno tranciato ogni possibilità e portato al rinvio al 2021.
A oggi la fiera sarebbe vietata dal Dcpm in atto ed è difficile immaginare che a dicembre la questione possa cambiare.
«Una manifestazione così importante, partecipata sia da gente del territorio che da turisti di varia provenienza, rappresenta infatti, in questo momento, un evento troppo a rischio per poter essere svolto in sicurezza», annuncia l’amministrazione comunale dopo un tavolo di confronto con le associazioni locali, gli sponsor, i volontari e i rappresentanti dei mercati ambulanti.
In cantiere, vi sarebbero già dei progetti per ampliare il raggio di azione rispetto alla singola, densissima domenica di eventi che ha caratterizzato le ultime edizioni della festa del tartufo. «In programma ci saranno numerose novità in quanto la kermesse inizierà già dall’estate 2021, in forma di anteprima, con iniziative ed eventi, fra cui alcune serate a tema dedicate principalmente al tartufo estivo ospitate da luoghi di eccellenza del territorio», spiega il sindaco Nello Borghi invitando gli appassionati a segnarsi in agenda le anticipazioni.
La festa del tartufo vianese è l’ultimo evento di grande affluenza ad arrendersi all’emergenza sanitaria, proprio come la “cugina” Cavola. Ad ottobre, erano state le varie feste delle castagne ad essere sospese, e in primavera Scandiano aveva dovuto rinunciare alla sagra più nota e frequentata, San Giuseppe, capace di portare decine di migliaia di visitatori ogni anno.
Sempre a Scandiano, ora, si pensa alla seconda manifestazione più importante la fiera di Santa Caterina del 25 novembre. Vietati per legge banchetti del mercato ed iniziative con presenza di pubblico, potrebbero arrivare alcuni momenti simbolici con capienza ridottissima, quantomeno per non “perdere l’anno”.
In collina, anche Albinea ha cancellato fra primavera e autunno due iniziative di grande afflusso, la sagra del lambrusco e la fiera della Fola. Solo alcuni eventi fra l’estate e settembre sono sopravvissuti, e in un forma ridotta. —
Adr.Ar.
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