«Tanti i lavoratori tra le due zone Chiediamo agli agenti elasticità»
LUZZARA
C’è un altro varco tra la zona gialla dell’Emilia-Romagna e la zona rossa della Lombardia: quello che da Luzzara porta a Suzzara passando dalla frazione di Codisotto che dista solo tre chilometri dal confine. Non solo: c’è una porzione di zona industriale in via Palermo, che per questione di metri passa da zona gialla a rossa. Ma almeno, qui, il problema degli spostamenti viene risolto abbastanza facilmente perché con l’autocertificazione per motivi di lavoro si può varcare il confine.
Stessa cosa per i lavoratori mantovani che sono occupati in aziende reggiane e sono tanti.
Tra le domande più frequenti poste al sindaco di Luzzara, Elisabetta Sottili, c’è quella se è possibile fare la spesa in un comune diverso da quello in cui si abita. Ma c’è anche chi chiede se si può andare in altri negozi alimentari e non alimentari fuori Luzzara. In questi casi la risposta è negativa.
«Abbiamo cercato insieme al sindaco di Suzzara, per quanto riguarda le persone che si spostano per lavoro da un Comune in zona gialla a uno in zona rossa e viceversa di parlare con gli agenti di polizia municipale affinché controllino caso per caso mantenendo una certa “elasticità” – spiega la sindaca Sottili – Questo per evitare sanzioni a chi effettivamente si sposta per lavoro».
E per quanto riguarda la spesa?
«Sappiamo che molti luzzaresi amano andare a fare spesa a Suzzara. Attenzione perché, essendo zona rossa, i controlli da parte di carabinieri e Municipale sono più severi e quindi chi viene trovato non in regola con il decreto rischia di essere sanzionato».
Va male anche a un giovane di Luzzara (zona gialla) che vuole raggiungere la fidanzata a Suzzara (rossa).
Sulla pagina Facebook “Sei di Luzzara se...” i cittadini di quella che definiscono una “terra di mezzo” ammettono di sentirsi «abbandonati ancora».
Un sentimento fortemente condiviso: «Già! Abbandonati per 500 metri», scrive qualcuno.
Bruno Melli, direttore del periodico “Eco di Suzzara” abituato alla buona compagnia scrive il suo sfogo: «Purtroppo i tre mesi passati in casa agli inizi del 2020 non sono serviti a nulla. Abbiamo trascorso una estate senza trovare una minima soluzione al problema del virus, così ci troviamo punto a capo, senza sapere nulla in merito. La Lombardia è dichiarata “zona rossa”, noi non potremo più uscire di casa se non per motivi seri. Avremo l’oscuramento o coprifuoco dalle 22 alle 5, a conferma che sia i politici sia i grandi scienziati, non hanno trovato nulla di meglio che farci di nuovo prigionieri».
«Non cadiamo nella depressione, reagiamo, come meglio possiamo – è però l’invito che arriva da Melli – con la speranza che qualche scienziato onesto trovi la soluzione al problema e che politici capaci e onesti siano dalla nostra parte. Amici restiamo in casa e chi è capace preghi, anche per chi non lo è». —
Mauro Pinotti
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