«Noi infermieri al fianco di chi ha bisogno, fra paure e preoccupazioni»
Reggio Emilia, Maria Grazia Macchioni, vicepresidente dell’Ordine provinciale degli infermieri: «Turni interminabili e sacrifici per fronteggiare la pandemia»
REGGIO EMILIA. In primavera il mondo sanitario ha dovuto affrontare una sfida nuova, imprevista e di difficile gestione, l’epidemia di Covid-19. Poi con l’estate e la riduzione dei contagi si pensava o si sperava che tutto sarebbe finito, invece ecco di nuovo una situazione conosciuta che sta riportando le lancette dell’orologio indietro di qualche mese.
Quando parlo con gli infermieri sento molta preoccupazione e timore nelle loro parole. Paura di rivivere la stessa storia fatta di riorganizzazione del lavoro, spostamenti di personale da un reparto all’altro, da un ospedale all’altro, di turni interminabili, di mascherine e tute di protezione indossate per ore e ore, di sacrificio e dedizione. Paura di ammalarsi e di far ammalare i propri cari, storie già vissute e che purtroppo si stanno ripetendo in questa seconda emergenza.
Oggi la situazione negli ospedali reggiani è sotto controllo ma non deve assolutamente essere un alibi per dare adito a comportamenti irresponsabili. Questo è l’appello degli infermieri ai reggiani: siate responsabili. Ognuno di noi può fare la differenza e mai come in questa situazione siamo tutti chiamati a rispettare le regole per contrastare il virus e vincere questa battaglia. Se ricorrere o meno a un lockdown non è una decisione in capo alla nostra categoria ma sappiamo che se la curva del contagio dovesse salire, la strada della chiusura appare inevitabile.
Secondo uno studio condotto dal Centro Studi di Fnopi, la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, a fine giugno il numero degli infermieri contagiati ha superato quota 14mila. Gli infermieri sono risultati quindi essere una categoria molto esposta, forse la più esposta tra gli operatori sanitari, al rischio di contrarre Covid-19 perché sono sempre in prima linea vicino ai malati, rischiando la loro salute per arginare l’epidemia e aiutare chi sta male.
Tutti ormai lo sappiamo, ne parlano giornali e social: abbiamo bisogno di infermieri, non da oggi ma da molti anni. La Federazione Nazionale degli Infermieri e gli Ordini provinciali delle Professioni Infermieristiche hanno calcolato che ci sono circa 30.000 infermieri in meno rispetto alle necessità dei cittadini e alle indicazioni internazionali per una buona organizzazione sanitaria. Anche a Reggio Emilia, come nel resto dell’Italia, paghiamo una programmazione che non ha saputo cogliere per tempo le necessità del paese.
In Italia, in base ai dati europei (Ocse), per ogni infermiere c’è una media di 11 pazienti, mentre per un’assistenza adeguata le indicazioni sono di avere un infermiere ogni 6 pazienti.
Proprio in questi giorni, come nel marzo scorso, l’Ordine di Reggio e l’Università di Modena e Reggio Emilia si sono attivati per anticipare la sessione di laurea in Infermieristica, in modo da rafforzare anche con questi neolaureati professionalità e continuità nell'assistenza sia negli ospedali che sul territorio. Anche questo aiuta chi sta ogni giorno in prima linea con una curva del contagio lontana dalla normalizzazione. Il Paese ha bisogno di infermieri e di infermieristica. Un cittadino su due reputa che il numero di infermieri sia insufficiente per garantire l’assistenza non solo in ospedale ma anche sul territorio. I cittadini vorrebbero poter disporre di un infermiere di famiglia/comunità, avere la possibilità di consultare un infermiere esperto in trattamento di ferite/lesioni cutanee, ma anche avere un infermiere a disposizione nei plessi scolastici per i bambini e ragazzi o nelle farmacie. Al momento tutto questo viene offerto solo in piccola parte. Per dare risposta a queste esigenze sarà importante potenziare anche la formazione universitaria prevedendo percorsi aggiuntivi per infermieri di comunità e di famiglia.
Gli infermieri, grazie al loro percorso formativo e all'esperienza maturata nei tirocini e in servizio, hanno competenze per svolgere anche in autonomia compiti di cura importanti per combattere questa pandemia così come tante altre malattie. Mi sento di aggiungere che gli infermieri sapranno stare a fianco dei cittadini assistiti perché mai come in queste vicende è importante che chi ha paura e chi soffre abbia accanto chi sa come assisterlo.
Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando e i futuri infermieri che si stanno avvicinando proprio in questo periodo difficile alla professione. Grazie per la vostra dedizione e il grande impegno che state mettendo in questa emergenza. —
*Vice Presidente Ordine degli Infermieri di Reggio Emilia
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