Padre violento vieta scuola amici e costumi occidentali «Altrimenti uso l’accetta»
Un 54enne è imputato per maltrattamenti, lesioni e sottrazione di minore per percosse e vessazioni su moglie e figli
BASSA REGGIANA
Picchiava i figli adolescenti colpendoli con pugni e schiaffi, percuotendoli con un ramo, un cavo della televisione, un bastone in metallo o con la cintura. Con tutto quelle che gli capitava per mano in quella casa diventata una galera per moglie e figli adolescenti di un cittadino marocchino di 54 anni, accusato di maltrattamenti contro i famigliari, lesioni, financo di sottrazione di minori. Un padre-padrone che alla figlia perpetrava vessazioni ancora più feroci. Oltre alle botte la costringeva a non andare a scuola, minacciandola in caso contrario di «venirla a prendere con l’accetta», come riportato nel capo d’accusa dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, che ha ottenuto il rinvio a giudizio dell’uomo, comparso ieri nell’aula del giudice Chiara Alberti per il dibattimento. Un iter giudiziario che prevede l’escussione di alcuni testimoni e poi la discussione, con l’imputato presente e difeso dall’avvocato Costantino Diana.
I maltrattamenti in famiglia non risparmiavano certo la moglie, con continue vessazioni fisiche e psicologiche. Alla consorte l’uomo imponeva infatti di indossare il velo, vietandole poi di vedere altri uomini. Ma alle minacce verbali passava poi alle mani, picchiando la moglie con schiaffi e pugni, spingendola anche contro il muro, davanti agli occhi dei figli, e un’occasione minacciandola anche con un coltello. Una furia cieca, assente di qualsiasi commiserazione secondo la terribile vicenda ricostruita dalla procura reggiana, rifacendosi anche a dei referti. In un’occasione il padre ha infatti colpito la figlia con un bastone metallico e il figlio sempre con pugni e schiaffi, causando loro ferite evidenti, con ecchimosi e graffi che in quel caso erano stati giudicati guaribili in sette giorni.
Invece che scemare, la situazione si è fatta sempre più tesa. Al centro dei sopprusi ci sarebbe stata infatti l’intenzione della moglie di separarsi da quell’uomo e della sue infinte angherie. Lui però non si era fermato ai pestaggi. Un giorno, all’insaputa della moglie, ha preso e portato all’estero altri due figli, trattenendoli in Marocco, dicendo alla donna che li avrebbe riportati nel Reggiano solo se lei avesse desistito dal portare a termine la separazione. Ma la donna ha proseguito, i figli denunciato, e lui ora dovrà rispondere al giudice. —
Enrico Lorenzo Tidona
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
