Gazzetta di Reggio

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Pioggia di messaggi anti gender: «I soliti leoni del buio»

Adriano Arati
Il messaggio che ha invaso Scandiano
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Il messaggio che ha invaso Scandiano

Scandiano è svegliata con decine di biglietti affissi su scuole, municipio, chiesa  che discriminano le famiglie omosessuali: «Un gesto davvero fuori luogo»

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SCANDIANO. “Mamma e papà” contro “genitore 1 e genitore 2”. Nella notte fra domenica e lunedì, in una decina di luoghi pubblici scandianesi dall’alto valore simbolico, sono stati affissi dei fogli con la scritta “Mamma è genitore 1 o genitore 2? E papà?”, richiami palesi alle tante discussioni degli anni scorsi sulle cosiddette teorie gender e alla recente legge Zan contro l’omotransfobia, da pochi giorni approvata dalla Camera dei Deputati.

Un tema, quello dell’identità del genere e dell’attribuzione genitoriale del genere stesso, che negli ultimi anni ha fatto discutere parecchio in Italia, generando spaccature politiche, di fede e di coscienza. L’anonimo scrittore si schiera contro la legge Zan, il succinto testo parla chiaro. Ha scelto di non firmarsi e di non palesarsi, ma allo stesso tempo di lasciare il proprio messaggio in punti di passaggio e di condivisione non casuali: la porta del municipio e della chiesa principale di Scandiano, la biblioteca comunale Salvemini, i cancelli davanti agli ingressi di diverse scuole, la bacheca usata dal Pd per affissioni e comunicazioni in centro storico, nel sottopasso pedonale fra piazza Spallanzani e via Garibaldi, su panchine e accessi ad alcuni dei più frequentati parchi pubblici, a partire dal Parco della Resistenza.

Nel corso della mattinata, segnata dal mercato settimanale e quindi da una buona presenza di persone in giro per Scandiano imbattutesi nei fogli, le segnalazioni sono state parecchie. La reazione del Comune è secca: «Polemizzare sulla scelta terminologica legata ad alcuni documenti, peraltro col solito modus operandi da “leoni delle tenebre”, senza firma e senza contradditorio, è gesto che ci pare davvero fuori luogo», è la premessa dell’amministrazione comunale.

Per quanto riguarda la questione al centro dei volantini, il Comune si schiera con il percorso di legge in atto. «Continuiamo a ritenere che la lotta alle discriminazioni, sancita anche dalla legge Zan (da poco passata alla Camera, ndr), passi anche per un riconoscimento delle tante varianti del concetto di famiglia. È stata da poco approvata in consiglio comunale una mozione in tal senso, a testimonianza di quanto la questione sia stata dibattuta e condivisa», si ricorda.

«Abbiamo infatti intenzione di riconoscere a tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità: fa parte del nostro ruolo di amministratori non giudicare, non fare distinzioni ma anzi agevolare l'accesso ai servizi a tutti e questo passa anche attraverso un utilizzo rispettoso, attento e inclusivo delle parole». La porta, a ogni modo, non viene chiusa: «Proprio perché ascoltiamo tutti, invitiamo chi ha scelto la strada della provocazione a confrontarsi con noi nelle sedi opportune», è l’appello.

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