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Contro l’azzardo patologico stanziati 450.000 euro

Contro l’azzardo patologico stanziati 450.000 euro

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REGGIO EMILIA

Una cifra pari a 444.356,62 euro per l’Ausl di Reggio, di cui 311.049,63 euro ai distretti socio-sanitari. È quanto stanziato per la nostra provincia dalla Regione per progetti di contrasto alla ludopatia, nell’ambito di un nuovo piano di interventi contro il gioco d’azzardo patologico che prevede contributi pari a 3.715.076 euro in tutto il territorio emiliano-romagnolo.

Obiettivi del piano sono informare sui rischi dell’azzardo, con particolare attenzione ai più giovani, e formare il personale sanitario e sociale e quello dei pubblici esercizi per aiutarli a riconoscere le dipendenze e sostenere una rete per il trattamento integrato che comprenda interventi ambulatoriali e residenziali. In totale, nel 2019, sono state 1.724 in Emilia-Romagna le persone assistite dai servizi per le dipendenze delle Ausl, con un incremento del 10,3% rispetto all’anno precedente e del 36% dal 2013. La maggioranza dell’utenza è di genere maschile (82%) e di cittadinanza italiana (91%). La classe di età più rappresentata è quella degli ultrasessantacinquenni, con uno specifico problema tra le persone pensionate, e seguono le classi 50-54 e 45-49.

Tutte le Ausl della Regione hanno delineato un percorso specifico di accoglienza, presa in cura e trattamento degli utenti con disturbo da gioco d’azzardo e loro familiari, e la Regione ha anche sottoscritto con i Giocatori Anonimi, gruppo di auto-mutuo aiuto sul modello Alcolisti anonimi, un protocollo di collaborazione: attualmente in Emilia-Romagna sono attivi 12 gruppi di giocatori anonimi, distribuiti in tutti i territori con un’età media dei partecipanti che si aggira sui 40 anni. Tra i nuovi aspetti introdotti nell’aggiornamento del Piano regionale, ci sono il potenziamento dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno del gioco, così da garantire anche il monitoraggio e la valutazione dei primi risultati del Piano a livello regionale, il rafforzamento delle iniziative nelle scuole, in particolare con la formazione di docenti e operatori sul tema del gioco online e offline e del gioco “sano”, e nuove iniziative per il consolidamento di una rete competente di trattamento integrato sanitario e sociale, focalizzate sulla valorizzazione dei gruppi di auto-mutuo aiuto e sugli approfondimenti di management clinico. —

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