Cordoglio per la morte di Enrico Bottazzi falegname e volontario
Aveva seguito il mestiere del nonno e del padre Speleologo, era attivo nel sociale. Le ceneri a Pianvallese
MONTECCHIO
Ha suscitato cordoglio la scomparsa di Enrico Bottazzi, falegname come suo nonno Rodolfo e come suo padre Cesarino, che fu partigiano col nome di battaglia “Nino”. Enrico aveva compiuto 72 anni il 30 ottobre scorso. Tre giorni prima, il 27, è stato colpito da un aneurisma mentre era a casa, a Montecchio, ed è stato trasportato prima all’ospedale di Reggio e poi a quello di Parma, dove le condizioni si sono aggravate fino al decesso. Fino a una quindicina di anni fa ha abitato a Reggio in zona Roncina, in via Teggi, per trasferirsi poi con la famiglia a Montecchio. Già attivista della sezione Togliatti della sinistra giovanile, è stato a lungo speleologo nel gruppo “Gaetano Chierici” di Reggio. «Uno speleo da grotte brevi e orizzontali, fantastico come falegname e infaticabile come cuoco ai campi», lo ricordano gli amici speleo. Soprannominato “Bocchio” o “Botti”, aveva lavorato alle Farmacie Comunali Riunite distribuendo medicinali e facendo manutenzione, prima di dedicarsi a tempo pieno all’attività di artigiano restauratore e falegname, per la quale era molto apprezzato in tutta la provincia.
Una persona dal cuore grande: negli anni in cui la figlia Elisa ha frequentato le varie scuole, ha prestato attività di volontariato eseguendo lavori alla materna Rivieri, all’asilo Robinson, alle elementari e medie Marco Emilio Lepido. Allo stesso modo, ha seguito Elisa negli anni della pallavolo alla Polisportiva Gramsci di Reggio dando una mano nelle varie attività della società di volley. Attività di volontariato rivolte al prossimo come quelle prestate per la Uisp nel settore dei “giochi di una volta”: quelli in legno, tornati di moda negli ultimi anni in varie manifestazioni. In questo caso, Enrico Bottazzi metteva a disposizione l’esperienza come falegname e restauratore.
«La vita è un’ottima occasione per provare con tenacia a sorridere nelle difficoltà e lasciare parte di noi nelle persone che incontriamo», ha scritto per lui la figlia Elisa. Il funerale si è svolto ieri alle camere ardenti di Parma. Dopo la cremazione, le ceneri saranno disperse a Pianvallese (Villa Minozzo), uno dei luoghi appenninici che amava. Oltre alla figlia, lascia la moglie Loredana Saccani, sposata nel 1974; i fratelli Bruno e Maria Rosa, l’adorato nipotino Nicolas di quattro anni e altri parenti. —
MAURO GRASSELLI
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