Focolaio nella Cra di Carpineti: contagiati 22 ospiti e 4 operatori
Immediata la riorganizzazione della struttura. Il sindaco: «Al momento tutti con sintomi lievi»
CARPINETI. Ventisei contagiati emersi in un unico giro di controllo. Anche il “Don Cavalletti” di Poiago di Carpineti, una delle strutture residenziali per anziani ad aver superato indenne la primavera della pandemia, paga il conto alla seconda ondata epidemica.
I tamponi effettuati a ospiti e operatori nella giornata di lunedì all’interno del complesso, dove soggiornano circa settanta persone, hanno evidenziato ventisei casi positivi, ventidue pazienti residenti e quattro addetti.
Gli esiti sono arrivati martedì mattina e poche ore dopo a Poiago è arrivata una delle squadre specializzate dell’Ausl per i primi esami e per la riorganizzazione degli spazi e degli accessi, assieme ai coordinatori del “Don Cavalletti” e ai tecnici del Dipartimento di sanità pubblica. Ultimato il riassetto e delimitate le aree di isolamento, sono stati poi avvisati i famigliari. Per ora il quadro non presenta particolari emergenze, non è stato necessario organizzare ricoveri in ospedale.
«Gli ospiti sono stati valutati dal punto di vista clinico-assistenziale – spiegano Comune e Ausl distrettuale – ed è stata impostata, come previsto dai protocolli, la terapia specifica. Tra le persone affette da Covid non si registrano al momento condizioni cliniche che richiedano ricovero ospedaliero, molte infatti hanno sintomi contenuti. La struttura dispone di tutto ciò che occorre per la cura e l’adeguato monitoraggio degli ospiti». Inoltre, aggiungono: «Si evidenzia la massima collaborazione tra “Ancora Servizi”, che gestisce il Nucleo B del “Don Cavalletti”, e l’Ausl nell’affrontare la gestione del focolaio; tutti stanno lavorando con l’unico fine di salvaguardare la salute degli ospiti e degli operatori».
La speranza è «che tutto si possa risolvere nel miglior modo possibile, nella consapevolezza che, purtroppo, nonostante le azioni di prevenzione, messe in campo già da mesi, non è possibile azzerare il rischio di contagio, ma siamo fiduciosi nella tempestività e nell’appropriatezza degli interventi attivati». Fra marzo e aprile, Carpineti è stato uno dei Comuni meno colpiti, sia a livello complessivo di abitanti sia per quanto riguarda il luogo più delicato e fragile, proprio la casa di riposo “Don Cavalletti”. In questa fase autunnale il quadro è decisamente meno positivo, con quasi sessanta persone in quarantena o in ospedale a cui ora aggiungere la struttura residenziale per anziani.
«Gli sforzi sono sempre stati fatti, anche per proteggere il “Don Cavalletti” – commenta il sindaco Tiziano Borghi – purtroppo paghiamo l’aumento dei contagi nel nostro territorio, le persone che lavorano a Poiago sono abitanti di Carpineti e diventa quasi impossibile proteggere del tutto anche gli spazi in cui c’è l’attenzione più alta: tutte le precauzioni sono sempre state applicate con il massimo rigore, purtroppo è davvero difficile in questa situazione riuscire ad arginare e a limitare del tutto i contagi». —
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