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Peder Nadel non si ferma: «Ma serve il vostro aiuto»

Il Babbo Natale reggiano si sta organizzando per consegnare doni ai bisognosi. Quest’anno solo generi alimentari preconfezionati. Letterine fino al 20 dicembre


12 aprile 2022 Martina Riccò


REGGIO EMILIA. «Fate i bravi, rispettate le norme anti-contagio». A dirlo questa volta non è un medico, e nemmeno un politico, ma Peder Nadel, il Babbo Natale reggiano.

Reggio Emilia e l’Emilia Romagna sono ancora “zona gialla” e Peder Nadel desidera ardentemente che questo non cambi: «Se il 24 dicembre saremo ancora in questa situazione potrò andare in giro a consegnare i miei regali a chi ne ha bisogno, altrimenti...». La frase resta in sospeso, ma il finale si intuisce: «Ecco perché – ribadisce il Babbo nato dalla generosa fantasia di un gruppo di studenti ed ex studenti del liceo classico e scientifico Ariosto-Spallanzani – occorre davvero l’impegno di tutti». Confidando nella civiltà dei reggiani, Peder Nadel ha già iniziato a organizzarsi per non arrivare impreparato alla Vigilia di Natale. Ovviamente, a causa del Covid, la preparazione e la consegna dei doni avverranno in modo molto diverso dal passato.

NUOVE REGOLE

La pandemia non ha intaccato lo spirito di Peder Nadel: se al Babbo Natale tradizionale – quello con la barba bianca e il vestito rosso – si scrive per farsi portare dei regali, a quello reggiano, che gira in bicicletta avvolto in un pesante tabarro, si chiedono regali per gli altri. «Per chi è da solo – spiega il Babbo arzan – o si trova in un momento di difficoltà personale o economica, per chiunque abbia bisogno insomma, indipendentemente dalla religione, dalla lingua, dalla provenienza».

Quest’anno Peder Nadel consegnerà unicamente dolci o beni alimentari natalizi: «Ho ritenuto più sicuro – spiega – consegnare prodotti alimentari già preconfezionati. Senza offendere la Befana ci daremo dentro con le “calze”, sperando che non si arrabbi!».

Peder Nadel e i suoi aiutanti, inoltre, il 24 dicembre consegneranno i doni lasciandoli sulla soglia della porta, in modo da non avere alcun contatto diretto con i destinatari: «Ovviamente – precisa Peder Nadel – a distanza di sicurezza controllerò che il dono venga ricevuto con successo». Sempre per ridurre al minimo il rischio di contagio, «i pacchi o le calze verranno amorevolmente disinfettati e protetti dai miei folletti: Brosc, Melia, Brina e Doun».

Infine Peder Nadel e i suoi aiutanti – che per salvare il Natale e soprattutto portare un raggio di amore e speranza a chi soffre quest’anno “sfideranno” anche il Covid – si muoveranno da soli, ovviamente indossando la mascherina.

LE LETTERINE

Non cambia il modo di mettersi in contatto con Peder Nadel: «Come gli anni passati – spiega il Babbo reggiano – le richieste possono essere inviate come messaggio privato sulla pagina Facebook di Peder Nadel, oppure tramite mail a pedernadelre@gmail.com. L’unica cosa importante è non sbagliare l’indirizzo della persona a cui si vuole far consegnare il regalo la notte della Vigilia». Per spedire le letterine c’è tempo fino al 20 dicembre, dopodiché Peder Nadel e i suoi fidati aiutanti si metteranno a preparare i pacchi.

«Vi ho sempre invitato a riflettere sul Natale – ricorda Peder Nadel – un periodo dominato dal buonismo durante il quale si è quasi obbligati a fare finta che vada tutto bene. Vi ho sempre invitato a pensare che, nonostante le apparenze, non sia un momento sempre facile, felice e spensierato: la malattia, la morte e il dolore non scompaiano per magia. Proprio per questo, negli ultimi cinque anni, vi ho chiesto di non voltare la faccia dall’altra parte e rivolgere un pensiero alle persone bisognose che vivono nel nostro territorio, e magari abitano proprio nella casa accanto alla nostra. Quest’anno – sottolinea – ce n’è ancora più bisogno: una calza piena di dolci o un pacco pieno di delizie natalizie potrebbe far tornare il sorriso a chi ha sofferto e sta soffrendo a causa del Covid».

SOLIDARIETA'

Come sempre Peder Nadel non chiederà nulla in cambio del suo servizio: «La mia ricompensa non è il denaro, ma sono i sorrisi dei bambini, degli anziani o delle persone che ricevono inaspettatamente i miei doni».

Sperando che la situazione non peggiori e che Reggio rimanga “zona gialla”, Peder Nadel lancia un ultimo appello alla città: «Laviamoci le mani, mettiamo la mascherina, teniamo le distanze, rispettiamo le norme. Questo sarà un Natale diverso, ma sarà sempre Natale e forse sarà anche un grande Natale se riusciremo a portar a termine, nonostante tutto, il nostro impegno e la nostra missione. Aspetto le vostre letterine, Buon Natale! Iniziamo a dircelo già da ora, male non fa...». —


 

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