«Ricorderemo papà quando andrà meglio»
La famiglia rinvia al futuro il momento di raccoglimento per Ro Marcenaro. Preoccupazione per le condizioni della moglie
SAN MARTINO IN RIO
Non ci sarà un funerale per Ro Marcenaro. «Siamo in attesa della cremazione, ma faremo una cerimonia di ricordo quando la situazione sarà migliore» conferma la figlia Francesca. Nel dolore per la perdita improvvisa del padre, la famiglia ora prioritariamente deve pensare alle condizioni che restano serie della madre, Augusta, moglie dell’artista, da lunedì mattina a sua volta ricoverata al Santa Maria Nuova, per Covid.
LA SCOMPARSA
Il grande fumettista è morto nella notte tra domenica e lunedì.
A portarlo via, le complicanze del Covid, per il quale era stato ricoverato al Santa Maria Nuova domenica pomeriggio, dopo una serie di accertamenti che ne avevano evidenziato la situazione compromessa, in seguito alla scoperta, solo pochi giorni prima, della positività al tampone.
Aveva 83 anni. Era nato a Genova, ma viveva e lavorava a Stiolo di San Martino in Rio. Il Covid aveva indebolito Marcenaro nel fisico, togliendogli anche gusto e olfatto, ma non nello spirito. Di fronte al ricovero era ottimista, aveva voluto rassicurare i figli e la moglie dicendo loro che sarebbe presto tornato a casa. Qualche ora dopo, la tragica notizia che ha lasciato tutti sgomenti. Senza parole. Spiazzati da dolore.
IL RICORDO
«Ro era un personaggio pubblico, un artista, un omone da sempre barbuto e serio che da bambino e un po’ anche dopo mi incuteva rispetto e timore». Così Paolo Gandolfi dirigente del Comune di Reggio, ex parlamentare del Pd, interviene sulla sua pagina Facebook a ricordao dell’artista. «Ro era anche mio zio, anche se non voleva essere chiamato zio. Sempre e solo Ro. Oggi Ro è andato via (uso questa espressione non retoricamente, come si fa per fuggire la parola morte, ma ispirato dalla lettura suggestiva del fatto che mi ha dato oggi Pippo parlando con lui) e voglio provare a ricordarlo usando questo canale». «Una delle cose che sin da bambino mi colpiva di Ro era la contestualità del rifiuto e della ricerca della modernità. Nella ricerca c’era l’anticipare sempre i tempi nelle tecniche di animazione, giustamente celebrata oggi dai media, in cui ci sta anche Facebook, nel rifiuto c’era la parte più affascinante per me – racconta – Boschi, case decrepite ma bellissime, camini enormi, oche e galline libere che cagavano ovunque, focaccia di Camogli a colazione, paesi abitati solo da vecchi montanari, il mare al tramonto con il pesce pescato e cucinato direttamente sulla spiaggia, cani scalcinatissimi, il freddo quando faceva freddo, il caldo quando faceva caldo e tutte le altre meravigliose esperienze di amore per le cose normali della vita, allora riservate solo a chi sapeva vederle e coglierle e decenni distanti dalla pelosissima riscoperta degli “antichi sapori” e delle “cose semplici” che oggi ha imbastardito tutto».
Parole quelle di Gandolfi che sui muri virtuali di Facebook si uniscono ai tanti messaggi che in queste ore si accavallano. Tutti desiderosi di raccontare chi era Ro Marcenaro, il suo valore e quanto è grande questa perdita improvvisa. —
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