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l’ordinanza regionale 

Emilia-Romagna a rischio “arancione”, Bonaccini promette misure restrittive

Emilia-Romagna a rischio “arancione”, Bonaccini promette misure restrittive

Il presidente della Regione le annuncerà oggi: «Necessario bloccare e punire gli assembramenti» 

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REGGIO EMILIA. Giallo o arancione? Speriamo non rosso. Non si parla d’altro da qualche giorno nella nostra città.

L’Emilia Romagna, infatti, è una delle quattro regioni – insieme a Campania, Veneto e Friuli Venezia Giulia – in bilico tra zona gialla (coprifuoco dalle 22 alle 5, spostamenti vivamente sconsigliati ma non proibiti, ristoranti e attività di ristorazione aperti fino alle 18, poi per asporto fino alle 22) ed arancione. Un aumento dei contagi o un calo dei posti in ospedale potrebbero farci scivolare nella situazione in cui si trovano Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo, Puglia e Basilicata: in questo caso gli spostamenti al di fuori del proprio comune di residenza sarebbero vietati (ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune), e i ristoranti e le attività di ristorazione sarebbero aperte solo per asporto e consegna a domicilio.

Per evitare di finire nella zona arancione, la Regione Emilia-Romagna, di pari passo con Veneto e Friuli, sta ragionando su misure restrittive che limitino in particolare gli assembramenti, in centro città, davanti ai locali, ma anche in montagna o sulla riviera romagnola.

Martedì sera il governatore Stefano Bonaccini ha organizzato una videoconferenza alla quale hanno partecipato i presidenti delle Province e i sindaci dei comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna in vista di un’ordinanza regionale che era attesa per ieri ma che, come fa sapere lo stesso Bonaccini, verrà diramata nella giornata di oggi. L’idea condivisa da tutti, infatti, è quella di intervenire con misure più restrittive di quelle previste dalla zona gialla già da domani, in modo da mettere un freno alla movida e agli spostamenti tipici del fine settimana. Si è ragionato infatti su questioni come le strade dello shopping, i cosiddetti “parchi commerciali” (sfuggiti alla chiusura dei centri commerciali prevista dall’ultimo decreto) ma anche sulla modulazione degli orari di apertura di bar e ristoranti.

Per domani sono attesi anche i dati del monitoraggio della cabina di regia del ministero della Salute: se i numeri emiliano-romagnoli si dovessero aggravare (in particolare quello dei ricoveri, purtroppo in costante aumento nelle ultime settimane) non è escluso che venga preso in considerazione un passaggio automatico dell’Emilia-Romagna nella fascia arancione, con restrizioni più severe.

«La diffusione dei contagi va fermata – il commento del presidente Bonaccini – se non vogliamo rassegnarci a un carico che diventerà insostenibile per il sistema sanitario, al blocco totale dell’attività scolastica e all’attività lavorativa limitata ai soli servizi essenziali. La situazione di crescente emergenza, che si riflette nell’afflusso ai Pronto soccorso e nei ricoveri nei reparti Covid degli ospedali, esige purtroppo ulteriori restrizioni nelle attività. Così come la responsabilità e l’attenzione che la stragrande maggioranza dei cittadini sta continuando a dimostrare non può essere vanificata dall’irresponsabilità di una minoranza di persone. Dal confronto con gli amministratori locali ho avuto conferma della necessità di introdurre nuove misure per contrastare la diffusione del Covid. In particolare, per impedire assembramenti. Ritengo necessari anche controlli più stringenti con relative sanzioni per chi si ostina a trasgredire le regole». —

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