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la battaglia legale 

Sala slot chiusa, si va in Consiglio di Stato

Sala slot chiusa, si va in Consiglio di Stato

Nuovo ricorso della società Over89 che gestisce i locali di via Martiri della Bettola. Il Comune pronto a difendersi

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REGGIO EMILIA

Approda in Consiglio di Stato la battaglia legale che contrappone la società Over89 snc e il Comune di Reggio Emilia per la chiusura della sala slot che si trova in via Martiri della Bettola 47/E. Una chiusura disposta dall’amministrazione comunale per il mancato rispetto della normativa sulla distanza dai “luoghi sensibili”, già al centro di una precedente decisione del Tar di Parma.

La chiusura infatti era stata impugnata dai gestori il 17 febbraio scorso, quando dalla società Over89 hanno presentato davanti ai giudici amministrativi di Parma ricorso contro l’ordinanza dirigenziale con cui era stato stabilito il provvedimento e contro tutti gli atti ad esso collegati, considerati illegittimi.

La risposta dell’amministrazione era arrivata il 5 marzo, quando la giunta ha deliberato all’unanimità di autorizzare il sindaco a resistere nel giudizio, affidando l’incarico di rappresentanza e difesa all’avvocato Annalisa Corradini del Servizio Legale comunale. La delibera era stata dichiarata immediatamente eseguibile. Il 15 luglio scorso, infine, il Tar di Parma aveva respinto l’istanza cautelare di sospensione dei provvedimenti impugnati da parte dei gestori. Ma è stata proprio questa decisione dei giudici amministrativi del Tar di Parma ad essere ora impugnata dalla società Over89, con un ricorso in appello presentato al Consiglio di Stato e notificato al Comune lo scorso 13 ottobre. Un appello al quale il Comune nei giorni scorsi ha deciso di resistere, affidando l’incarico di rappresentanza legale all’avvocato Francesca Ghirri, al momento l’unico legale comunale abilitato all’esercizio davanti alle giurisdizioni superiori.

Quella di via Martiri della Bettola non è certo l’unica sala slot oggetto di provvedimenti di chiusura. Da metà febbraio, infatti, è divenuta applicativa una disposizione analoga emanata contro quattro esercizi pubblici in cui si praticava il gioco d’azzardo, che si trovano in viale Piave, via Emilia Ospizio, via Gigli e via Plauto, quando la Municipale ha sigillato le porte e comminato ai gestori sanzioni da tremila euro. Nella lotta contro la ludopatia la nostra città ha trovato un propugnatore infaticabile in Matteo Iori, ex-presidente del centro sociale Papa Giovanni XXIII, divenuto dopo l’elezione nella lista del Pd il presidente del consiglio comunale. Si deve anche al suo impegno la legge regionale 5 del 2013, che fissa una distanza di almeno 500 metri da luoghi frequentati da giovani, anziani e altre persone a rischio. Il testo è stato modificato sei volte e la giunta regionale lo ha reso operativo con una delibera solo nel 2017. Quindi il Comune ha approvato a sua volta una delibera applicativa e ha disegnato la mappa che consente di localizzare gli esercizi pubblici allo scopo di verificarne la distanza dai luoghi sensibili e chiudere quelli che non la rispettano. —

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