«Dai dati la possibilità di migliorare il contesto»
Boretto
«Siamo particolarmente soddisfatti di avere collaborato con partners eccellenti e qualificati sia a livello tecnico che accademico – ha sottolineato il segretario generale dell’Autorità distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli – per raggiungere l’obiettivo di indicare, per la prima volta in modo ufficiale, i dati da cui partire per poter migliorare l’intero contesto. Dati che ci spronano a seguire le migliori pratiche possibili, ma che al contempo non ci allarmano come accaduto per altre ricerche diffuse in passato». «Questo risultato – va avanti – fornisce importanti indicazioni sulle possibili strategie d’intervento legate alla riqualificazione e valorizzazione delle zone laterali dei corsi d’acqua e delle importanti reti di canali artificiali di bonifica come possibili fitodepuratori dei carichi di inquinanti che sono veicolati nei corsi d’acqua principali affluenti del Po».
Le microplastiche sono particelle solide estremamente piccole (in genere di dimensioni inferiori a 5 millimetri) composte da miscele di polimeri e da additivi che possono rappresentare inquinanti chimici, come i plastificanti, i ritardanti di fiamma e gli stabilizzatori aggiunti in fase di produzione. Tali particelle possono contenere inoltre impurità residue provenienti dai siti di produzione o sostanze tossiche adese alla loro superficie poiché presenti in acqua. Possono essere ingerite da fauna selvatica, pesci, molluschi, che a loro volta possono essere mangiati dall’uomo. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google