Gazzetta di Reggio

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rubiera, la sentenza del giudice del lavoro 

Vaglia falsi, la dipendente delle Poste non ha colpe

Ambra Prati
Vaglia falsi, la dipendente delle Poste non ha colpe

Illegittimo il provvedimento disciplinare a carico della donna che non aveva riconosciuto un titolo clonato da 15mila euro

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RUBIERA. Il giudice del lavoro ha ritenuto illegittima la sanzione disciplinare – comminata dal datore di lavoro perché colpevole, secondo l’azienda, di non aver riconosciuto un vaglia postale clonato da 15mila euro – nei confronti di una dipendente 55enne delle Poste di Rubiera, con oltre 25 anni di servizio.

«Una assoluzione pilota importante, che salvaguardia a livello collettivo i diritti dei lavoratori», commenta l’avvocato Oreste Grazioli dello studio Conti, difensore della donna. Il procedimento si è svolto davanti alla Sezione del Lavoro del tribunale di Reggio, ma non si contano le azioni fotocopia in Italia. «Le Poste sono vittime, in tutta Italia, dei truffatori seriali di vaglia clonati – spiega – Quando un cittadino apre un conto corrente postale, gli viene messo a disposizione un vaglia, una sorta di assegno circolare per il ritiro del denaro, privo di scadenza ma rigorosamente nominale. Da almeno tre o quattro anni dei malviventi specializzati riescono a clonare i vaglia, presentandosi agli sportelli con documenti falsi e riuscendo a prelevare con i titoli, di ottima fattura, intestati a persone reali. Si tratta di un fenomeno su larga scala, che ha arrecato un danno di milioni di euro a Poste». L’azienda ha intentato dei procedimenti disciplinari in sede giudiziale nei confronti dei dipendenti, rivolgendosi al giudice del lavoro per la conferma di una sanzione disciplinare minima (di due ore) nei confronti degli sportellisti “colpevoli” di non aver riconosciuto i vaglia clonati. Sono quattro i casi dei quali si è interessata la Cisl: due a Modena e due a Reggio Emilia. «La Cisl di Reggio, a tutela dei propri assistiti, si è presa carico di contattare il sottoscritto, diventato legale di fiducia dei dipendenti al fine di contrastare la politica di Poste Italiane Spa, volta a sanzionare gli sportellisti, iscritti e non, al fino di evitare che l’azienda scarichi il cosiddetto rischio di impresa sui subordinati». Il primo di questi quattro casi, che ha dato ragione alla dipendente tutelata dal sindacato, è stato il pronunciamento emesso mercoledì scorso dal giudice Maria Rita Serri. Accogliendo la tesi del difensore, ha rigettato il ricorso di Poste ritenendo «la sanzione disciplinare illegittima in quanto la non chiara evidenza della contraffazione del vaglia clonato e l’assenza di corsi specifici per la formazione del personale esclude qualsivoglia negligenza». —

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