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Croce Arancione in difficoltà «Qui ci mancano 40 volontari»

Daniela Aliu
Croce Arancione in difficoltà «Qui ci mancano 40 volontari»

Tante rinunce per paura del virus mentre i servizi crescono. La presidente: «A volte non so chi mettere in ambulanza»

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MONTECCHIO

«I dispositivi di protezione ci sono tutti, ma mancano i volontari». È un grido di aiuto quello che arriva dalla Croce Arancione di Montecchio, che dagli inizi della pandemia come le altre pubbliche assistenze ha dovuto affrontare in prima linea i problemi dell’emergenza sanitaria. Ora, c’è quello della mancanza dei volontari.

l’appello

All’appello, infatti, mancano ben quaranta persone all’associazione di Montecchio. Tanto che negli ultimi mesi stanno tirando avanti come possono: con turni prolungati e orari pesanti. Tutto per non far mancare il servizio al territorio.

«Questa seconda ondata della pandemia – conferma la presidente, Cristina Fantesini – ci ha trovati preparati con tante protezioni e dispositivi in più, per tutelare il nostro personale in primis. Ma purtroppo, come in ogni pandemia da gestire, invece manca il personale. Mancano ben 40 persone da inserire nella nostra “famiglia”». «A volte, all’arrivo di una chiamata di emergenza, non so chi mettere dentro in ambulanza per prestare soccorso – confida – Siamo un servizio indispensabile e abbiamo bisogno di nuove figure per coprire i servizi primari e secondari, dai trasporti all’emergenza».

È a tutti gli effetti un appello quello che arriva dalla Croce Arancione di Montecchio, per trovare nuovi volontari. Chi si è tirato indietro, spesso, lo ha fatto per timore del virus, per proteggere le proprie famiglie.

Intanto, la presidente spiega che presto tutti volontari della Croce Arancione saranno sottoposti a tampone: tutto per mettere in sicurezza chi presta soccorso e tutelare anche i parfenti e le persone assistite.

I SERVIZI

Dagli inizi della pandemia, la Croce Arancione oltre a occuparsi di buona parte dei servizi di soccorso in Val d‘Enza – operando 24 su 24 nei Comuni di Bibbiano, Cavriago, Montecchio e San Polo – per venire incontro agli ospedali della nostra provincia, effettua anche il trasporto tamponi d’emergenza ai laboratori specializzati.

«Vorrei ringraziare volontari, dipendenti e il consiglio direttivo della Croce Arancione per il lavoro che stanno svolgendo tutti i giorni – continua la Fantesini – Ogni giorno prestano servizio più di trenta volontari impiegati in svariati compiti».

L’associazione è dotata di ambulanze normali, un’ambulanza che viene impiegata solo per i casi Covid e l’auto infermieristica. In ogni ambulanza vengono impiegati tre operatori; per i casi Covid da trasportare a Guastalla, il personale utilizza tutte le precauzioni necessarie. Alla fine del trasporto l’ambulanza viene sanificata e allestita per il trasporto successivo.

Nei giorni scorsi anche la Croce Bianca di Sant’Ilario d’Enza aveva lanciato un appello analogo, denunciando la mancanza di volontari: anche lì in tanti hanno rinunciato a prestare servizio proprio a causa della pandemia, perché tanti volontari rientrano in categorie a rischio o comunque per tutelare i loro famigliari.

COME FARE

Ma le associazioni non mollano. La presidente della Croce Arancione di Montecchio lancia il suo appello per trovare nuovi volontari.

Chi fosse interessato può scrivere una e-mail all’indirizzo formazione@crocearancione.re.it o a presidente@crocearancione.re.it, o chiamare direttamente i numeri 320-170.5757 e 0522-861.226.

I requisiti per diventare volontario della Croce Arancione sono: aver compiuto il 16esimo anno di età per l’attività interna (collaboratore, centralinista) e il 18esimo per l’attività in ambulanza o in pulmino (sia nei servizi ordinari che in quelli di emergenza). In seguito, verrà inviato il calendario e il programma dettagliato dei corsi, a seconda del ruolo individuato dall’aspirante volontario. Una volta che la sua richiesta è stata accettata, seguirà un percorso di formazione in base al ruolo che vuole coprire. Ogni percorso formativo individuato prevede al termine un periodo di affiancamento a volontari già effettivi e una verifica, dopo tale periodo, delle abilità teoriche e pratiche acquisite da parte del gruppo di formazione e della direzione sanitaria dell’associazione. Il percorso deve essere effettuato in tutta la sua interezza per poter essere abilitati a svolgere servizi di emergenza-urgenza. —

Daniela Aliu

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