Droga per Reggio e l’Emilia Arrestato narcotrafficante
REGGIO EMILIA
Ha applicato lo “smart working” al narcotraffico: secondo l’accusa, da casa – in Albania – era a capo di un’ingente importazione di marijuana, organizzava i movimenti dei suoi complici e gestiva i corrieri che percorrevano l’Italia con chili e chili di droga. Ora la Squadra Mobile della polizia di Stato ha chiuso il cerchio di un’indagine durata mesi, aspettando al varco e arrestando – a Treviso – un albanese di 39 anni su mandato di cattura della Dda di Bologna: si tratta del “capo” del corriere arrestato nel luglio scorso sull’A1 nel Modenese con 32 chili di marijuana. Il narcotrafficante è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con l’aggravante dell’ingente quantità.
Monitorando i piccoli sequestri sulla piazza reggiana, l’attivissima Antidroga della Mobile era da tempo sulle tracce dell’albanese, grazie a frequenti conversazioni che il “superiore” intratteneva con un italiano, un 45enne originario di Andria considerato suo complice. Dopo aver parlato di una grossa partita di droga, il 45enne si è recato in Emilia secondo gli investigatori per la verifica di un campione del carico e poi una seconda volta, nell’estate scorsa, ha soggiornato per alcuni giorni a Reggio, dove è stato pedinato. Proprio in base alle informazioni partite dalla nostra questura, a luglio la Polstrada di Modena ha scoperto e sequestrato 32 chili di marijuana di ottima qualità, dal valore di 80mila euro. Lo stupefacente era nel baule della Fiat Bravo guidata dal 45enne, fermato sull’A1.
Sull’auto, insieme al corriere, c’erano la figlia di 15 anni e il fidanzatino di 17 anni; quest’ultimo, sul sedile posteriore, era appoggiato a uno dei tre sacconi neri pieni di marijuana trovati dai poliziotti. Il corriere è stato arrestato. Da allora gli uomini del dottor Guglielmo Battisti hanno continuato a tenere sotto controllo il narcotrafficante. La scorsa settimana, appurato che per i suoi affari il 39enne sarebbe dovuto venire in Italia, i poliziotti, che nel frattempo hanno ottenuto un mandato di cattura, lo hanno atteso e non appena l’uomo ha messo piede a Treviso è stato bloccato. Il 39enne è detenuto nel carcere a Belluno. Il fermo è già stato convalidato. —
Am.P.
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