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LA SENTENZA 

Gestione del parcheggio dell’ex Zucchi Il Consiglio di Stato dà torto al Comune

Gestione del parcheggio dell’ex Zucchi Il Consiglio di Stato dà torto al Comune

Accolto il ricorso della società Apcoa: per i giudici è fondato il rilievo sull’eccesso di potere esercitato dall’ente pubblico

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REGGIO EMILIA

Con una sentenza emessa il 17 settembre scorso (e pubblicata il 20 ottobre) – che ha ribaltato la sentenza del Tar di Parma, che nel 2016 aveva respinto il ricorso di Apcoa – il Consiglio di Stato è intervenuto sul lungo contenzioso tra il Comune di Reggio Emilia e la società Apcoa, relativo alla gestione del parcheggio dell’ex caserma Zucchi, accogliendo le ragioni dei ricorrenti e condannando il Comune di Reggio al pagamento delle spese di lite (5.000 euro).

I giudici hanno ritenuto fondato il rilievo sull’eccesso di potere sollevato sull’operato del Comune, a suo tempo bocciato dal Tar di Parma, ritenendo che l’ente «abbia inteso realizzare non già un interesse pubblico ma l’interesse del privato concessionario, che è riuscito a dar attuazione alla sua disdetta fuori dall’intervento dell’autorità giudiziaria». E ancora: «L’autotutela esecutiva – si legge nella sentenza del Consiglio di Stato – non è stata impiegata per preservare l’uso del bene alla collettività cui lo stesso era stato sottratto (e dunque a tutela dell’interesse pubblico) ma, indubbiamente, per por fine a una disputa insorta tra due soggetti privati per chi ne avesse la gestione».

Tutto è iniziato nell’ormai lontano 2011, quando il Comune di Reggio aveva affidato in concessione a un consorzio di imprese – tutte poi confluite nella società di progetto “Reggio Emilia Parcheggi spa” – la realizzazione e gestione dei parcheggi dell’ex caserma Zucchi e piazza della Vittoria. I soci della Reggio Parcheggi si erano al contempo accordati per assegnare a uno di essi, Apcoa, la gestione in esclusiva del parcheggio Zucchi. Pertanto, quando il Comune aveva consegnato il parcheggio alla concessionaria, quest’ultima aveva stipulato con Apcoa un contratto di affidamento della gestione dell’area di sosta, della durata di un anno, automaticamente rinnovabile salvo disdetta.

Nel 2014 Reggio Emilia Parcheggi aveva poi annunciato l’intenzione di ritirarsi dall’accordo entro il 31 dicembre di quell’anno, avviando con Apcoa una trattativa (naufragata) per la prosecuzione del rapporto ad altre condizioni economiche. Di conseguenza, quando il giorno di Capodanno di sei anni fa Reggio Parcheggi aveva tentato di riprendere il possesso dell’ex Zucchi, si era scontrata con la resistenza di Apcoa, che rivendicava il proprio diritto a esercitare la gestione sulla base dei pregressi accordi contrattuali intervenuti tra i soci.

Per dirimere la questione, nel 2015 Reggio Emilia Parcheggi si era rivolta al Comune che, dopo aver avviato un procedimento «volto all’eventuale assunzione di provvedimenti di autotutela esecutiva», aveva estromesso Apcoa dal parcheggio ordinandole di rilasciarlo quanto prima. La decisione dell’amministrazione era stata impugnata da Apcoa per eccesso di potere, sostenendo davanti al Tar di Parma che il Comune «aveva esercitato il proprio potere di autotutela per fini differenti da quelli per i quali il potere è conferito e, in particolare, andando a incidere in maniera autoritativa sul rapporto di natura privatistica tra il concessionario, Reggio Emilia Parcheggi, e il gestore contrattualmente individuato».

Il giudizio amministrativo di primo grado, emesso nel 2016, si era concluso con la reiezione del ricorso di Apcoa e la sua condanna a pagare le spese di lite. La società non si è però arresa e ha chiesto al Consiglio di Stato una riforma della sentenza, con la nuova sentenza che è stata pubblicata il 20 ottobre e che dà ragione ad Apcoa, che ora annuncia una richiesta di risarcimento danni. —

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