Il suo faro era il comunismo “Soviet” è morto a 82 anni
Claudio Poggi era molto conosciuto in paese. I funerali si svolgono oggi con partenza alle 15 dall’ospedale Franchini
BIBBIANO
Il paese piange Claudio Poggi, conosciuto come “Soviet”, scomparso all’età di 82 anni. Era di origini genovesi e bibbianese d’adozione. Dopo essere emigrato in Svizzera, nel 1966 arrivò a Bibbiano per amore di Oliva, la donna della sua vita.
Di lui raccontano che era un grande lavoratore. Per anni ha svolto il mestiere di muratore. “Soviet”, era un uomo mite e dotato di una profonda serenità interiore, dote che sapeva trasmettere agli altri. Tutta la sua vita è stata dettata da una coerenza di ferro verso le idee profonde sul comunismo, quello votato alla pace e alla fratellanza tra i popoli. Ai suoi conoscenti citava sempre le parole di Karl Marx: «Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato; è un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente».
La figlia Silvia ricorda con grande emozione quando Claudio e Oliva, per festeggiare il 25° anniversario del matrimonio, riuscirono ad andare in visita a Cuba, terra di Fidel Castro. Per lui, il comunismo non era un partito politico, ma una filosofia di vita. Purtroppo negli anni l’uomo ha dovuto combattere diversi problemi di salute che lo hanno costretto all’immobilità. L’altro ieri, quando si è sparsa la notizia della scomparsa, alla famiglia Poggi sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio. I funerali di Claudio Poggi si terranno oggi con partenza alle 15 dall’ospedale Franchini di Montecchio per il cimitero di Bibbiano. Poggi lascia la moglie, tre figli (Silvia, Lorena e Mirco), otto nipoti e quattro pronipoti. —
Da.Al.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
