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L’ordinanza regionale ferma i mercati del fine settimana

Da.Al.
L’ordinanza regionale ferma i mercati del fine settimana

Niente bancarelle stamattina a Bibbiano e Sant’Ilario e lunedì 16 a Montecchio Dopo la decisione della Regione, stop anche a San Polo, Gattatico e Campegine

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VAL D’ENZA

L’ultima ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha introdotto misure ulteriormente restrittive per evitare assembramenti e situazioni a rischio ed entra in vigore oggi fino al prossimo 3 dicembre. E uno dei punti che tocca riguarda i mercati che sono sospesi, salvo l’adozione di un piano apposito che prevede la perimetrazione dell’area nonché la presenza di un varco di accesso separato dall’uscita.

Le conseguenze sono già arrivate. A Bibbiano è sospeso il mercato del sabato. Lo annuncia il Comune, che scrive: «In ottemperanza all’ordinanza regionale del 12 novembre e in attesa degli opportuni approfondimenti, il mercato di Bibbiano di sabato mattina è sospeso».

Anche il Comune di Sant’Ilario d’Enza precisa in merito: «L’ordinanza regionale dispone il divieto dell’attività di commercio nell’ambito dei mercati, fatta salva una specifica pianificazione e organizzazione da adottare da parte dei Comuni per garantire una significativa e ulteriore riduzione del rischio di diffusione dei contagi. In considerazione dell’uscita ravvicinata dell’ordinanza, della necessità di un confronto con le associazioni di categoria, anche a livello sovracomunale, e dei tempi necessari per realizzare questa eventuale nuova organizzazione, il mercato settimanale di sabato 14 novembre è annullato».

Stessa sorte per il mercato di Montecchio che si svolge il lunedì e giovedì mattino. Il Comune ieri ha scritto in merito: «A seguito dell’ordinanza del presidente della Regione Emilia-Romagna numero 216 del 12 novembre, lunedì prossimo, 16 novembre 2020, non si svolgerà il mercato settimanale di non sussistendo al momento le condizioni a tal fine imposte».

Stop anche ai mercati di San Polo, Gattatico e Campegine, dove pesa quanto stabilito dalla Regione, che limita ancora di più i luoghi di maggior rischio d’assembramento, mercati in primis, appunto. In ginocchio la categoria dei commercianti ambulanti, ancora una volta colpita da questi provvedimenti, così come altre. Anche durante la prima ondata della pandemia i mercati erano stati necessariamente prima ridotti ai soli alimentari, quindi chiusi totalmente durante il lockdown. La riapertura era stata graduale e ancora sottoposta a regole rigide. Da qualche mese erano liberamente allestiti. Ora di nuovo una stretta. —

Da.Al.

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