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La Sanità chiede il contratto «E uno stipendio più congruo»

NICOLE NASI
La Sanità chiede il contratto «E uno stipendio più congruo»

Ieri mattina la protesta dei sindacati Cgil, Cisl e Uil davanti all’ospedale Santa Maria Nuova «Se vogliamo uscire dall’emergenza serve un patto di rispetto e collaborazione reciproci» 

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LA PROTESTA

NICOLE NASI

La Sanità è l’argomento più discusso degli ultimi mesi, sia per la mancanza di personale sia per la battaglia contro il Covid 19. Questi sono solamente due dei quattro punti salienti – sicurezza, assunzioni, contratti e negazionismo – che ieri sono stati rivendicati e discussi durante lo sciopero nazionale indetto da Cgil, Cisl e Uil a sostegno di questa categoria di lavoratori, avvenuto per la nostra città nel piazzale antistante l’ingresso dell’ospedale Santa Maria Nuova. «Questo ospedale non è stato scelto a caso – ha detto Gennaro Ferrara, responsabile sanità e segretario Cisl Fp – È, infatti, l’ospedale dei reggiani. Se vogliamo uscire il prima possibile dallo stato di emergenza ci deve essere un patto di rispetto e collaborazione reciproci. Tutti dobbiamo essere responsabili, rispettando le misure di sicurezza per evitare di sovraccaricare tutto il personale sanitario. Non parlo solamente dei medici e degli infermieri. Solo a Reggio sono circa 7mila i lavoratori di questo settore. Per poter consentire a ognuno di noi di essere curato, hanno fatto e stanno facendo turni massacranti, spesso contraendo loro stessi il virus. I negazionisti dovrebbero fare un tour non solo nelle terapie intensive ma anche nei reparti cosiddetti Covid, per rendersi conto della gravità della situazione. Su 350 posti letto 290 sono già occupati».

Il sindacalista ha inoltre rivendicato il fatto che dal 2018 non ci sia stato un rinnovo dei contratti e che l’attuale stipendio non sia congruo per gli sforzi e le mansioni. A condividere il suo pensiero è stato anche il collega Gaetano Merlino, responsabile sanità e funzionario Cgil Fp: «Il pubblico per il pubblico non deve essere solamente uno slogan. Se le strutture sanitarie collassano ne fanno inevitabilmente le spese tutti i cittadini. Bisogna capire l’importanza di riorganizzare le graduatorie nazionali. Sono tanti i professionisti che si iscrivono a più bandi scegliendo inevitabilmente quello più vicino a casa, mettendo in difficoltà ospedali che in quel momento hanno più bisogno di personale. Fortunatamente a Reggio Emilia e provincia i dispositivi non mancano né per i sanitari né per i cittadini: la nostra speranza e il nostro invito è quello di usarli correttamente. Dobbiamo fermare la pandemia».

Proprio riguardo ai dispositivi di sicurezza Giuseppe Belloni, segretario provinciale Uil Fpl ha aggiunto: «Abbiamo perso l’occasione, non seguendo le regole, per metterci avanti e scongiurare questa nuova ondata. Chi non crede alla gravità della situazione mette in pericolo gli altri e non fa altro che aumentare lo stress dei lavoratori. La mancanza di personale è un problema reale e i vecchi contratti non sono più adattabili e giusti. Non si può tagliare la qualità dei servizi».

I sindacalisti hanno ribadito che le assunzioni sono in continuo aumento, grazie anche all’accelerazione delle cerimonie di laurea da parte di Unimore, e che i nuovi «non vengono mandati al fronte», ma anzi danno la possibilità ai professionisti già formati di aiutare i colleghi già impegnati nei reparti Covid, e di seguire a loro volta un percorso di preparazione al contrasto del virus. —





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