Gazzetta di Reggio

Reggio

mercato caseario 

Parmigiano Reggiano al top salgono prezzi e produzione

l.v.
Parmigiano Reggiano al top salgono prezzi e produzione

Quotazioni al + 30% per il 12 mesi malgrado il+ 4,86% dei quantitativi prodotti Bertinelli (Consorzio di tutela): «Cresciute le vendite in Italia e all’estero»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Il Parmigiano Reggiano non tradisce mai, nemmeno in questi difficili momenti derivanti dalla epidemia per il Covid-19. Non parliamo ovviamente di sapori e di eccezionalità del prodotto – aspetti invariati e fuori discussione – quanto delle buone notizie di carattere economico che il nostro straordinario formaggio è riuscito a collezionare anche in un periodo segnato da ristrettezze sanitarie e restrizioni di vario genere.

I caseifici che lo producono non si sono mai fermati e hanno fatto così segnare, nei primi nove mesi di quest’anno, risultati assolutamente positivi. Performance che spiccano non solo per le quantità di prodotto confezionato (porzioni e grattugiato) aumentate del 15,1%, ma anche per i prezzi riconosciuti.

Tangibili le soddisfazioni dei casari per il lavoro svolto. Si pensi, ad esempio, che il Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi, nel passaggio dal produttore al grossista, nel mese di giugno veniva pagato 7,55 euro al chilogrammo mentre ora ha raggiunto quota 10 euro crescendo dunque del 30%. Un vantaggio che riflette i suoi benefici su tutta la filiera e su tutta la comunità che vive e opera basandosi su questa attività.

Si stima che siano circa 50 mila le persone della filiera distribuite nelle cinque province del comprensorio formato da Parma, Reggio e Modena oltre a scampoli di territorio di Mantova e Bologna.

La crescita delle quotazioni, precisano i vertici del Consorzio di tutela, è avvenuta malgrado un netto aumento dei quantitativi prodotti (pari al 4,86%), fenomeno che altre volte ha pesantemente inciso in direzione negativa.

È un segno tangibile della tonicità del settore che ora apre e accentua la sfida sulla capacità di valorizzazione ancora una produzione in continua crescita. Fra i fattori che hanno aiutato in questo delicato momento si è rivelata certo preziosa l’opera di monitoraggio dei caseifici, così come la rete di coordinamento che il Consorzio ha attivato mettendo a disposizione una banca dati di casari in pensione ed ex addetti alla produzione che possono essere reclutati dai caseifici in difficoltà.

Preziosa inoltre la deroga al disciplinare (lo prevede la legge 1151/2012) che regola le emergenze sanitarie e che consente alle Dop una maggior flessibilità nei tempi e nei vincoli di lavorazione allo scopo di evitare la chiusura degli allevamenti e dei luoghi di trasformazione e stagionatura. Soddisfatto e orgoglioso il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli: «Il Parmigiano Reggiano – la sua annotazione – ha potuto contare sull’affetto e sulla fedeltà dei consumatori e sta brillantemente superando questa sfida con ottime performance. Nel primo semestre del 2020 sono cresciute le vendite in Italia (+5,1% per il confezionato) e ancor più all’estero (+11,9%) recuperando così marginalità per il 30%». Il suo commento sulla favorevole congiuntura si conclude con un doveroso augurio: «Siamo vicini a tutte le famiglie che stanno soffrendo per questo delicato momento e ci auguriamo che le nuove restrizioni contribuiscano a migliorare la curva epidemiologica». —

l.v.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google