«Basta trasportare i detenuti in tribunale»
Il segretario provinciale Michele Malorni interpella l’Ausl «Servono test sierologici e tamponi rapidi per gli agenti»
REGGIO EMILIA
«Il Sappe auspica l’interruzione delle traduzioni di detenuti diretti nelle strutture giudiziarie. L’ultimo Dpcm concede la possibilità che le traduzioni vengano convertite in videocollegamenti. Diverse udienze sono state rinviate, io mi auguro che anche le convalide si svolgano in videocollegamento». È quanto chiede Michele Malorni, segretario provinciale del sindacato di polizia penitenziaria.
La pandemia non risparmia nemmeno gli istituti di via Settembrini, dove è scoppiato un altro focolaio: 7-8 dipendenti, tutti amministrativi, sono risultati positivi al Covid-19. Finora nessun contagiato tra i detenuti e gli agenti. Tuttavia, in una lettera inviata alla Direzione generale dell’Ausl di Reggio Emilia, il Sappe ha sollecitato «test sierologici e tamponi per l’intero personale della struttura, che garantisce un servizio essenziale». Si tratta di numeri ingenti: attualmente sono circa 200 gli agenti polizia penitenziaria, 40 gli amministrativi e 378 i detenuti. «Siamo oltre 600 – commenta Malorni – se poi consideriamo i volontari, i fornitori che entrano per portare la merce, docenti, infermieri, medici, due sacerdoti, i parenti che entrano per i colloqui, è una comunità numerosa: ogni giorno gravitano intorno al carcere circa mille persone». Uno screening sui detenuti è già assicurato, visto che «i reclusi vengono monitorati all’ingresso e al decimo giorno, quando, una volta finito il periodo di osservazione, si rifà il tampone e se è negativo vengono spostati nelle sezioni. Invece per gli agenti della Penitenziaria è previsto il tampone solo se si ipotizza un contatto con positivi, mentre i test sierologici finora sono stati eseguiti solo su una quarantina di agenti. Adesso noi chiediamo test sierologici venosi periodici o in alternativa tamponi a tappeto per tutta la polizia penitenziaria». Il direttore generale dell’Ausl Cristina Marchesi ha risposto positivamente rassicurando sia sull’esecuzione di test sierologici a cadenza periodica sia sull’imminente fornitura del tampone rapido per gli agenti. «Ringrazio pubblicamente la dottoressa Marchesi perché ha risposto con prontezza, dimostrando di essere attenta al fenomeno – conclude Malorni –. C’è da dire che anche l’amministrazione penitenziaria si sta muovendo. La direzione ha richiesto due termoscanner per il rilevamento della temperatura, le forniture di mascherine sono abbondanti, ad inizio settimana alcuni addetti si recheranno a Roma per il ritiro di una partita di tamponi rapidi mentre nel prossimo fine settimana si effettuerà una sanificazione profonda degli automezzi e degli ambienti». —
Am.P.
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