«Camere di commercio, stop alla fusione»
In vista dell’incontro di domani, Confcooperative chiede di rinviare l’accorpamento e ripristinare le funzioni dell’ente
REGGIO EMILIA
Nomina urgente del commissario della Camera di commercio, nella figura del presidente uscente Stefano Landi, ripristino degli organi di governo per garantire piena funzionalità all’ente e, intanto, sospensione di processi di accorpamento che, oggi, assorbirebbero energie che vanno invece dedicate al primario lavoro a sostegno delle imprese del territorio.
Sono le proposte e richieste di Confcooperative Reggio Emilia alla vigilia del confronto – in programma domani – tra il ministro Patuanelli, Unioncamere e le forze economiche e sociali per valutare la situazione relativa alle Camere di commercio che non hanno ancora proceduto – in diversi casi opponendosi presso gli organi competenti – agli accorpamenti previsti.
«Siamo in assoluta emergenza – sottolinea Confcooperative – ed è impensabile che il Governo continui a ritenere gli accorpamenti come il compito primario di un commissario che non è stato ancora nominato. Oggi c’è bisogno, e con urgenza, di ricreare subito le condizioni di piena operatività della Camera di commercio di Reggio sulle sue funzioni primarie di sostegno alle imprese e al territorio, cosa resa impossibile dall’assenza di organi nel pieno dei loro poteri».
«Nelle fasi più acute del lockdown – rimarca Confcooperative – le imprese hanno potuto contare su azioni rilevanti, da parte della Camera di commercio, sul credito (800 mila euro), sugli investimenti in internazionalizzazione e digitalizzazione (750 mila euro) su ristori specifici per i settori più colpiti (la filiera turistica, con 250 mila euro), su azioni di incoming digitale e altre iniziative che hanno confermato tutto il valore del lavoro dell’ente a sostegno del territorio. È allora del tutto fuorviante il fatto che, nel pieno di una crisi economica e sociale della portata di quella che stiamo vivendo si continui a pensare ad accorpamenti che, forse, ci porterebbero tra diversi mesi (e si parla di oltre un anno) alla piena operatività dei nuovi enti, quando invece le criticità vanno affrontate subito e richiedono competenze, conoscenze e risorse che già sono patrimonio della Camera di commercio di Reggio e, sicuramente, delle consorelle di Parma e Piacenza chiamate all’accorpamento nella Camera di commercio dell’Emilia».
«Oggi – conclude Confcooperative – ci rivolgiamo di nuovo al ministro Patuanelli, a Unioncamere e a tutte le forze che si confronteranno domani perché si concordi un’azione straordinaria quanto lo è quella determinata dalla pandemia, sospendendo gli accorpamenti e concentrandosi, invece, sull’immediato rilancio delle attività camerali negli attuali assetti, sicuramente già funzionali al sostegno richiesto da imprese e territori». —
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