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Dopo le segnalazioni alla Gazzetta 

Il Parco del Rodano ripulito dai rifiuti trovati anche pneumatici e lavandini rotti

LUIGI VINCETI
Il Parco del Rodano ripulito dai rifiuti trovati anche pneumatici e lavandini rotti

Tra i volontari anche Stefanno Ferrari che per Plastic Free a suo tempo aveva intrapreso iniziative analoghe 

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REGGIO EMILIA

Il Parco del Rodano si concede abitualmente ai reggiani come un luogo ricco di fascino in cui immergersi a contatto diretto con la natura. Sono circa 400 ettari distesi nella zona est della città ai quali si può accedere da diversi punti, in particolare dalla piazzola di via Piacentini a pochi passi dal Mauriziano. Tanti quindi coloro che lo hanno preso come punto di riferimento per allenarsi o per fare una passeggiata lontano dal rumore delle auto e alla ricerca di qualche piccolo animale (ghiro, scoiattolo, poiana…) o caratteristico albero (quercia, frassino, sambuco, biancospino….) da fotografare. Purtroppo è diventato anche un comodo punto di approdo di chi, fregandosene della buona creanza, va a scaricarvi rifiuti di ogni genere, da scampoli di plastica, ceramica, tessuti, a interi elettrodomestici per lo smaltimento dei quali basterebbe una telefonata a Iren. Per rimediare almeno in parte a questo scempio, in seguito a diverse segnalazioni arrivate alla Gazzetta, dopo un primo intervento di alcuni giorni fa, ieri si è ripetuta l’operazione rigeneratrice a cui ha partecipato anche l’assessorato all’ambiente del Comune capoluogo. Due i gruppi al lavoro formati da una dozzina di persone coordinate dall’assessore Carlotta Bonvicini e da Antonia Monticelli. Tutti si sono impegnati a raccogliere in unico punto oggetti abbandonati, scarti di lavorazione o di utilizzo domestico. Fra di loro anche Stefano Ferrari che, per Plastic Free, a suo tempo ha già preso parte a un analogo lodevole impegno. Ieri, dalle 13,30, il Parco del Rodano è stato ripassato da cima a fondo, sino a quando l’arrivo del buio ha costretto tutti a fermarsi. Poche ore, ma sono bastate per radunare in una piazzola cumuli di vecchie lamiere, pneumatici, rottami di bicicletta, lavandini rotti. Oltre a bottiglie, cartoni, sacchi di plastica lacerata; insomma tutto ciò che cittadini poco avveduti hanno abbandonato. L’operazione si è svolta in particolare su un lato del torrente che si distende fino a Due Maestà, Gavasseto e Marmirolo, un polmone d’ossigeno per la città. Non è escluso che si renda necessario qualche altro analogo intervento. Nella speranza che chi fino ad ora non ci aveva pensato si ravveda. —

LUIGI VINCETI

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