Il ponte di Iano di nuovo chiuso per rifare la pista ciclopedonale
Stop da domani e per tutto l’inverno per mettere in sicurezza pedoni e ciclisti L’investimento è pari a 160.000 euro, interamente coperti dal Comune
SCANDIANO
Torna ad essere chiuso il ponte fra Iano e Ca’ de Caroli. Da domani, e per tutto il periodo invernale, il collegamento fra le due frazioni scandianesi sopra il torrente Tresinaro non sarà più accessibile a veicoli e pedoni. La sospensione del transito è necessaria per realizzare il cantiere con cui rifare la pista ciclopedonale, ampliandola rispetto all’attuale passaggio non separato dalla carreggiata dedicata ai veicoli.
Prima verrà demolita l’attuale soletta in cemento, i cordoli di ancoraggio delle barriere, la pavimentazione stradale, i giunti di dilatazione e i guard-rail. Successivamente si procederà alla ricostruzione e all’installazione delle nuove barriere, che creeranno uno spazio più ampio rispetto a quello attuale e, soprattutto, più protetto, visto che non vi era nessun ostacolo fisico a dividere i due percorsi.
L’operazione costerà circa 160.000 euro, una spesa coperta interamente dal Comune con fondi propri. Questo intervento isolerà per la seconda volta in due anni Iano da Ca’ de Caroli, storicamente collegate fra loro per quanto riguarda servizi pubblici ed esercizi, dai circoli ai negozi, dai bar ai ristoranti.
La scelta di procedere in inverno è stata pensata proprio per ridurre i disagi, perché nei mesi freddi i movimenti a piedi sono minori, i circoli e le aree verdi sono meno frequentati e gli abitanti utilizzano meno la bicicletta, con cui il passaggio sul torrente Tresinaro era molto agevole. L’attuale contingenza, con i provvedimenti restrittivi anti-Covid sanciti man mano, ora inaspriti dall’entrata dell’Emilia-Romagna nella zona arancione, riduce ulteriormente le opportunità e le occasioni di movimento.
Il rifacimento del camminamento pedonale del ponte è il secondo stralcio della ristrutturazione del ponte, resa necessaria nel giugno 2019 dalla scoperta di alcuni problemi di stabilità dell’intero impalcato, edificato una quarantina d’anni orsono.
Un anno e mezzo fa, le verifiche seguite alla piena del Tresinaro avevano fatto emergere i rischi e portato alla chiusura precauzionale del ponte per diversi mesi, sino all’autunno 2019. Nel frattempo erano stati programmati due stralci di lavori consecutivi: il primo era quello fondamentale, necessario per rinforzare la solidità del pontile e consentire la sua riapertura; il secondo era stato “agganciato” per risolvere l’annosa questione della sicurezza di pedoni e ciclisti in caso di passaggio contemporaneo con un’auto.
Una serie di ritardi e di questioni logistiche hanno portato a concludere solo la prima sezione, finanziata con 100.000 euro dalla Regione e dalla Protezione civile nazionale, e rimandare al 2020 la seconda parte. L’avanzare dell’emergenza pandemica ha rallentato la questione sino ad oggi. —
Adriano Arati
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