L’ultimo caffè al banco Reggio da oggi è arancione
Nuove limitazioni per due settimane: per bar e ristoranti solo asporto e consegne Stop agli spostamenti fra comuni a meno di necessità: servirà l’autocertificazione
REGGIO EMILIA
L’ultimo caffè al banco prima della chiusura. Oppure l’ultimo dolce assaporato in una pasticceria. C’è chi ieri non ha voluto rinunciare a una di queste abitudini che da oggi – e per due settimane – saranno di fatto interdette. Reggio, come tutta l’Emilia, diventano oggi zona arancione, con l’introduzione di nuove misure, in aggiunta a quelle già in vigore. Le nuove limitazioni sono le seguenti: spostamenti consentiti solo all’interno del proprio Comune di residenza, mentre sono vietati quelli verso altri Comuni e quelli in entrata e uscita dalla regione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute, studio o necessità, per le quali serve l’autocertificazione; raccomandazione di evitare spostamenti non necessari anche all’interno del proprio comune; chiusi ristoranti bar, pub, gelaterie e pasticcerie: per loro resta consentita la sola vendita da asporto, dalle 5 alle 22, mentre le consegne a domicilio non hanno limiti d’orario.
Le nuove misure sono contenute nell’ordinanza firmata venerdì dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base della valutazione dei parametri relativi al livello di rischio e allo scenario epidemico effettuata dal Comitato tecnico scientifico e dalla Cabina di regia nazionale. Fra i parametri, il fatto che la metà dei posti letto nei reparti ordinari (escluse le terapie intensive) degli ospedali è occupata da malati Covid.
L’Emilia-Romagna passa dunque da zona gialla, a rischio moderato, a zona arancione, a rischio elevato. Si tratta di una zona intermedia rispetto alla terza, la rossa (rischio massimo), rimasta comunque un’ipotesi concreta (vedi articolo di fianco, ndr).
Resta valida inoltre l’ordinanza regionale adottata dal presidente Stefano Bonaccini, entrata in vigore ieri. Contiene misure che puntano a evitare assembramenti e situazioni a rischio. Rispetto a quelle previste dall’ingresso in zona arancione, prevarranno quindi misure più restrittive. A partire dal fatto che nei prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, sempre escluse farmacie, parafarmacie, tabaccherie, edicole e generi alimentari. Altre misure: uso obbligatorio della mascherina non appena fuori di casa; attività sportiva e motoria preferibilmente in aree verdi e periferiche (non sarà possibile nelle strade e nelle piazze del centro , né nelle aree affollate); ingresso di un solo componente per nucleo familiare negli esercizi di vendita di generi alimentari; stop ai mercati comunali in assenza di regole fissate dai Comuni; sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Rispetto ai nuovi provvedimenti, la Regione ha chiesto al Governo l’apertura di un tavolo di confronto per ulteriori ristori economici a esercenti e operatori che dovranno limitare o sospendere l’attività in seguito all’ordinanza regionale. Inoltre, ha già deciso lo stanziamento di 10 milioni.
«Saranno rivolti a bar, ristoranti, attività economiche colpite dall’ultimo Dpcm – sottolineano gli assessori Paolo Calvano (Bilancio) e Andrea Corsini (Commercio) – così come a taxisti e noleggio con conducente, oltre a palestre e piscine. Agiremo insieme ai Comuni». —
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